[CINEFORUM 507] Editoriale

RIENTRO

Settembre. Dopo un’estate tanto ricca di eventi nefasti (e ci dovremo tornare perché non resteranno senza ricadute anche per quanto riguarda i problemi che già gravano sull’associazionismo cinematografico e su «Cineforum») quanto povera di significative offerte cinematografiche, riprende la stagione. In contemporanea con la Mostra veneziana sono ritornate le prime visioni che contano (o che vorrebbero contare…). Le prime due settimane del mese hanno visto un improvviso affollarsi di titoli in sala, in parte provenienti proprio dalla Mostra ma non solo. «Cineforum» ne dà conto con un’affollata sezione-recensioni dove trovano spazio anche alcune uscite estive (si tratta del numero doppio, targato agosto/settembre). Il cinema italiano è rappresentato da Terraferma, Cose dell’altro mondo, L’ultimo terrestre. Film che a vario titolo e con differenti gradi di consenso hanno fatto parlare di sé al Lido. Nella loro diversità sono accomunati dall’intento di parlare di un’Italia che ci riguarda e che non possiamo fingere di non vedere: anche negli approcci più paradossali (Patierno, Gipì), sono film che ci parlano del Paese – senza aggettivi e senza complementi di qualità – in cui ci tocca comunque vivere. La lettura delle recensioni che ne trattano si accompagna doverosamente a quella dei due interventi, nella sezione saggistica, di Anton Giulio Mancino e di Tullio Masoni: questo è dunque un numero ricco di riferimenti attuali e di stimoli di riflessione che dimostrano senza ombra di incertezza come il cinema (nei suoi risultati migliori come in quelli più trascurabili) non possa comunque essere guardato e considerato come prodotto separato dal contesto storico che gli è proprio. Il discorso non vale ovviamente soltanto per i film italiani: This Is England e Student Services ci consegnano squarci d’esistenza provenienti, sì, da altre realtà, ma che appaiono tutt’altro che estranei alla fenomenologia sociale e generazionale, nella gestione dei corpi e dell’affettività, che è anche la nostra. E così anche film come Super 8, Hanna, Detective Dee, nel loro esplicito riferirsi ai meccanismi di genere, alla citazione, alle fascinazioni visive e compositive del cinema-cinema, in realtà ci dicono qualcosa di importante muovendosi intorno a quei temi, filtrandoli esplicitamente attraverso i loro riferimenti culturali, storici, metalinguistici. Se l’estate è da queste parti stagione pressoché morta per quanto riguarda la distribuzione, non si può dire che lo sia anche sul piano delle manifestazioni internazionali. Su queste pagine troverete dunque i resoconti di festival e mostre, fra i quali tre in particolare si distinguono. Due sono quelli di grande tradizione, che da decenni si presentano come momenti di riferimento e di interesse indiscutibile nel panorama annuale: Il Festival di Locarno e la Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro. Ma anche il bolognese Cinema Ritrovato che nel giro di questi ultimi anni si è rapidamente costruito una posizione e una fama del tutto meritate, grazie alla qualità e alla singolarità dei materiali che sa ogni volta proporre ai suoi spettatori. Non manca, infine, l’anticipazione riguardante il lavoro televisivo realizzato da Todd Haynes ispirato a Il romanzo di Mildred di James M. Caine: una miniserie di cinque puntate, che ha avuto la sua vetrina durante la Mostra di Venezia (Haynes era in giuria), ma che passerà sui canali Sky a ottobre. Come avvenne con Lontano dal Paradiso, il regista californiano si riallaccia al melodramma, proponendone questa volta una lettura tutta in levare e molto poco “nostalgica”. Tutto questo e molto altro, che per motivi di spazio non è possibile anticipare in queste poche righe: un numero che pensiamo non lascerà insoddisfatti i nostri attenti ed esigenti lettori.
Adriano Piccardi