My Favorite Things
Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





Iscriviti alla nostra newsletter

Il Dottor Stranamore torna in sala

A cinquantasei anni dalla sua uscita, la Cineteca di Bologna lo riporta in sala, in un evento speciale il 3 e il 4 febbraio 2020Il Dottor Stranamore di Stanley Kubrick. Non solo una pietra miliare della storia del cinema ma, citando la presentazione ufficiale del restauro, la "satira definitiva sulla guerra e soprattutto sull'orrore ottuso del potere, particolarmente attuale in un momento storico di tensioni politiche come quello che stiamo vivendo"

 Il film sarà preceduto dal cortometraggio inedito STANLEY KUBRICK RIFLETTE SULLA BOMBA, con preziose testimonianze dello stesso Kubrick e di chi lo conosceva meglio.

"La mia idea di girarlo come una commedia da incubo venne nelle prime settimane di lavoro sulla sceneggiatura. Nel contesto dell'imminente distruzione del mondo, l'ipocrisia, le incomprensioni, la lascivia, la paranoia, l'ambizione, gli eufemismi, il patriottismo, l'eroismo e anche la ragionevolezza possono evocare un'orribile risata" Stanley Kubrick

In occasione di questa uscita siamo tornati nel nostro archivio sia della versione cartacea della rivista che sul nostro sito sul quale trovate il focus pubblicato per il ventennale della scomparsa di Stanley Kubrick (clicca qui > http://www.cineforum.it/focus/Kubrick-vent-anni-dopo) tra cui, naturalmente, il contributo su Il Dottor Stranamore

Inoltre abbia riletto la recensione firmata da Francesco Dorigo pubblicata all'epoca dell'uscita del film in Italia sul numero 34 di Cineforum dell'aprile 1964. Il numero è disponibile in versione pdf su www.cinebuy.com. Vi presentiamo qui un estratto:

 

 

L 'umorismo e la guerra.  

E' chiaro che altro è prendere un argomento di petto, altro è scantonare e conseguire il medesimo risultato; più facile è il primo metodo, più difficile è il secondo. Quasi sempre si arrischia di fuorviare la attenzione, e di condurre lo spettatore a tralasciare l'idea prima per l'accettazione di un umorismo a sè stante, privo di riferimenti, e molto più dolorosi di quanto non siano nei film, per così dire, seri. Il pericolocui Kubrick è andato incontroè stato proprio questo: far vedere sotto specie umoristica o satirica un tema, in modo da non lasciar adito ad illazioni, e tuttavia conservando nello stile quel mordente e quella forza d'urto capaci di colpire lo spettatore.

Ma c'erano anche dei precedenti. C'erano anche altri film umoristici che avevano come argomènto la gurra. C'era, ad esempio, l'illustre precedente d'un Chaplin che in Charlot soldato aveva a suo tempo meditatosulla ridicola posizione degli uomini investiti di potere, c'era Il dittatore che pur affrontava un tema molto vicino a quello del Dottor Stranamore, ma che aveva una dolorante e umana conclusione, tra il patetico ed il poetico, c'erano i film di Buster Keaton, geniali e ricchi di trovate comiche con un loro sottofondo amaro e pessimistico. Di fronte a ciò a Kubrick non rimaneva che insistere sulla caricatura, e nello stesso tempo creare un tipo di film ove la serietà delle idee, trasparisse da un contesto tra il faceto, e il drammatico, tra il satirico e il polemico.

Per questo motivo il film potrà apparire privo d'un suo equilibrio stabile, e di difficile lettura. Direi che restiamo sconcertati, confusi, e nella nostra mente tentiamo di ricostruirci i diversi passaggi al fine di scoprime gli ampi riferimenti con personaggi della storia attuale, con situazioni possibili e verificabili sul piano concreto. Ma vediamo intanto cosa accada nel film. Vi si suppone che un generale comandante la base atomica degli Stati Uniti, dia l'ordine improvviso ad un gruppo di aerei attrezzati per lo sgancio delle bombe, di buttare il carico sopra un obiettivo ben definito: l'Unione Sovietica. Si tratta di un psicopatico evidentemente. Ma la sua diabolica lucidità apparente, è tale da rendere pressochè irreparabili le conseguenze di un tale ordine. Il generale Ripper, tale è il protagonista della vicenda, infatti prima di dar l'ordine ha avuto l'accortezza di isolare completamente la base e di utilizzare il collegamento con la squadriglia in volo un codice soltant" a lui noto. Così che nessuno è in grado di dare il contrordine. Il . Consiglio del Pentagono, chiuso in un circuito che non può esprimersi con gli aerei, sotto la guida del Presidente degli Stati Uniti, riesce solo a mettersi in contatto con il primo ministro sovietico, e avvertirlo del pazzesco progetto. Pregherà quest'ultimo di abbattere gli aerei, purchè sia salva l'umanità da una immane catastrofe.

Fin qui, approssimativamente, il succo del film. Ma esso si muove, per esigenze espressive e spettacolari, su tre piani diversi. Inizia con il mostrarci il generale Ripper, apparentemente calmo, dar l'ordine agli aerei di salpare. Entra tuttavia in azione un colonnello inglese, Mandrake, il quale sospetta della pazzia del generale. E le prime avvisaglie, i primi contatti lasciano supporre che la tragedia avrà una sua conclusione. Poi l'azione si sposta parallelamente, dal Consiglio, alla base militare, ad un aereo il cui equipaggio sta svolgendo tutte le operazioni indicate dal Piano R - la cui applicazione è stata ordinata dal generale Ripper - in un ritmo che va mano a mano assumendo articolazioni satiriche molto precise.

Il regista però tiene conto che il suo è un passaggio obbligato da posizioni contrastanti a personaggi ancot più contrastanti. E quindi ha necessità di delineare i tipi secondo quello che ciascuno di loro rappresenta ideologicamente c politicamente.

 

Guarda il trailer > https://www.youtube.com/watch?v=D3hJB9CFeqU&feature=youtu.be