Dal 7 al 15 marzo: polar e palcoscenici, classici, inediti e doc

Va in scena il cinema

Dove puoi (ri)vedere Twentieth Century (Hawks) e La ronde (Ophuls) sul grande schermo, Stage Fright (Paura in palcoscenico) di Alfred Hitchcock e Stage Door (Palcoscenico) di Gregory La Cava? Oppure conoscere “nascita e formazione” del polar, grazie a venti titoli che spaziano da Melville a Clouzot, da Grangier a Becker? Per non parlare della retrospettiva dedicata a Pavel Koutsky, la solita (ricca) messe di documentari indipendenti, il nuovo appuntamento con “Europa: femminile, singolare”, la rassegna per ragazzi “Kino Club”.

Se a tutto questo aggiungete un concorso riservato a film inediti in Italia - che nella sua lunga storia ha premiato registi come Kiarostami e Gröning, van Varmerdam e Ceylan, lanciando anche film-fenomeni come Il vento fa il suo giro – ecco spiegato l'interesse che il Bergamo Film Meeting continua a suscitare tra gli appassionati di cinema.

Un festival cittadino “a misura d'uomo” (e di cinefilo), che da sempre unisce la riscoperta dei classici e il gusto per il cinema di genere, che piace soprattutto per le ricche retrospettive e per lo spazio che concede agli autori più indipendenti, oltre che per l'atmosfera amichevole che si respira in quei nove giorni in cui vengono proiettate più di 120 pellicole e in cui ci si sente come dei cospiratori carbonari che condividono dei “piaceri proibiti”.

Ogni anno, infatti, questa istituzione culturale deve fare i conti con la necessità di resistere nonostante tutto, di arrangiarsi con le poche risorse economiche a disposizione. «Il termine resistenza mi sembra il più adatto alle circostanze – dice Angelo Signorelli, direttore del BFM. - Ogni volta giochiamo la carta dell'incoscienza. Ma le difficoltà non ci spaventano, ormai ci siamo abituati. E infatti anche stavolta avremo un'edizione piena di titoli, proposte, curiosità».

Le cose da non perdere? «La retrospettiva dedicata al polar è molto ricca e interessante. Ma anche la sezione che abbiamo intitolato “Dopo la prova: schermi e palcoscenico”: non si tratta di “teatro filmato”, ma di pellicole che si confrontano col tema del teatro, della messinscena, del gioco attoriale».

Al Bergamo Film Meeting, quest'anno in scena dal 7 al 15 marzo, ci si va anche per incontrare i protagonisti, godersi qualche anteprima, ascoltare musica, partecipare a masterclass come quella dedicata al cinema d'animazione che vedrà protagonista lo Studio Bozzetto. Tutto questo ben di Dio è messo insieme da una squadra di dodici persone, supportate da una trentina di volontari. Il pubblico, sempre numeroso, ogni anno ringrazia. E anche noi, che amiamo le file di spettatori fuori dalle sale - soprattutto se aspettano un noir anni Quaranta, un doc inedito, un film con Dick Bogard, una pellicola di René Clair o Bela Tarr, Billy Wilder o Roy Andersson.

In più, in questa edizione, avremo l'onore di essere “media partner” del festival, offrendo delle anticipazioni sul programma e seguendolo giorno per giorno.

Trovate tutte le informazioni pratiche sul sito del BFM.