My Favorite Things
Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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Bergman 100: Fanny & Alexander

Fanny e Alexander (1982)

Quando decide di raccontare la propria infanzia, Bergman non la rievoca fedelmente ma la reinventa. Colloca l’ambientazione vent’anni prima (nel 1907), “elimina” il fratello, trasforma il padre pastore in un patrigno usurpatore, il vescovo Vergerus, un demone meschino che condensa in sé tutta la prepotenza, violenza e crudeltà dei dogmatici religiosi che il regista ha sempre odiato. Ma soprattutto, in Fanny & Alexander raggiunge un’armonia magistrale fra il respiro del grande romanzo ottocentesco e la narrazione visionaria, dove nella realtà si insinuano continuamente i fantasmi dei sogni, degli incubi e dei desideri, così come la magia dei sortilegi, nell’annullamento di ogni linea di separazione fra il reale e la fantasia. Il film lascia intravedere nella sua filigrana anche i riflessi di molti film bergmaniani precedenti, non semplici autocitazioni ma spettri di un immaginario che si misura con i propri démoni illuminandoli in forme e temporalità diverse.