1966-2010. Campo e controcampo

Il gol fantasma più famoso di sempre fu convalidato il 30 giugno 1966, allo stadio di Wembley di Londra, durante la finale dei mondiali tra Inghilterra e Germania. All’undicesimo minuto dei tempi supplementari, sul risultato di 2-2, un tiro di Geoff Hurst sbatté contro la traversa, rimbalzò sulla linea di porta e tornò verso il centro dell’area. Dopo essersi consultato a gesti con il guardalinee (non parlavano la stessa lingua, pare), l’arbitrò decreto il gol fra le proteste dei tedeschi e spianò la strada alla vittoria dell’Inghilterra, che prima della fine segnò anche il gol del definitivo 4-2.

La prima volta che sentii parlare di quel gol fantasma fu in un numero di «Topolino» dell’86, questo, in cui Topolino e Pippo ripercorrevano la storia dei Mondiali. Lo speciale si chiamava Il mistero del Mundial (ai tempi per tutti era il mundial, si veniva dalle edizioni in Argentina e Spagna e quella in Messico sarebbe stata la terza consecutiva in lingua spagnola) e affrontando la finale del ’66, per rendere più chiara la cosa, gli autori avevano inserito due disegni: la versione inglese, con il primo piano della palla al di là della linea, e la versione tedesca, con la palla al di qua. 

Quella doppia immagine (peccato non sia riuscito a trovarla in rete) mi è sempre rimasta in testa, così come il vecchio numero di «Topolino» . E quando il 27 giugno 2010, durante i Mondiali in Sud Africa, si è giocata un’altra Inghilterra-Germania, la seconda, se non sbaglio, dopo la finale finale di Wembley, e al minuto 38' del primo tempo, sul 2-1 per la Germania, arbitro e guardalinee non convalidarono un gol incredibilmente valido di Lampard, non solo ho pensato che vendetta finalmente era compiuta, che la Storia si era presa ciò le apparteneva, che il Dio del calcio aveva fatto valere ancora una volta la sua legge ineluttabile, dando all'Inghilterra quei centimetri che le erano mancati solo per riprenderseli immeditamente dopo, ma soprattutto che la doppia immagine di Topolino era diventa realtà.

Versione inglese e versione tedesca, ribaltate di segno, una di fianco all'altra a 43 anni di distanza. 1966 e 2010, quattro decenni annullati dal destino e dall’accostamento di due inquadrature che anche le immagini televisive (inequivocabili in entrambi i casi) mettevano in realazione: quella del ’66 ripresa da sinistra a destra, quella del 2010 da destra a sinistra. Campo e controcampo. Con un perfetto raccordo sull’asse. Così:

             

E poi diciamo che il calcio non è uno sport per il cinema.

 

3. Il gioco del calcio e quello del cinema. Un rapporto tutt'altro che facile. Ma noi, in onore dei Mondiali (di due giochi che ci appassionano), ci proviamo. Ecco il nostro omaggio: immagini, personaggi, idee. Le altre puntate: Nanni Moretti e "Caro Diario"; Savićević e Carmelo Bene.