Il gioco del calcio e quello del cinema. Un rapporto tutt'altro che facile. Ma noi, in onore dei Mondiali (di due giochi che ci appassionano), ci proviamo. Ecco il nostro omaggio: immagini, personaggi, idee.

 

In fondo siamo tutti un po' così. Ci guardiamo intorno, col nostro bel diario in mano (un libro, una rivista, un articolo da scrivere o da leggere), verifichiamo di essere finalmente soli, e poi ci gettiamo allegri verso il pallone fuori campo.

Siamo sempre lì, combattuti tra il desiderio di appartenere a qualcosa, di condividere un'idea, una passione, e la repulsione nei confronti di ogni gruppo, comunità, omologazione. Fosse anche solo quella dei tifosi.

Caro diario, "Isole". Nanni passeggia e scrive, la macchina da presa lo segue in piano medio.

Poco prima lo vediamo camminare insieme a una nave che scorre sullo sfondo, scivolando sulla terraferma. Il movimento lento di lui, quello veloce della nave, e la sintesi, a metà strada, della macchina da presa, che supera lui e segue l'altra, inquadrandoli tra i pali e la traversa della porta di un campo di calcio che però non c'è, non si vede. Bello.

Ora la mdp stacca sulla sua figura intera, lui, sempre lui, col suo corpo e il suo ego, i gusti e disgusti. Ma stavolta il movimento lo accompagna verso il fuori campo, dove lo aspetta un pallone in mezzo al fango. Non palleggia, Nanni, stavolta non si esibisce in qualche gioco di abilità. No. Scaraventa il pallone più in alto che può, lo fa rimbalzare e poi lo calcia ancora più forte. Lui si sposta di qua e di là mentre il pallone volteggia fuori dall'inquadratura. 

Uno stacco ce lo mostra in campo lungo, calcia verso l'alto, colpisce di testa, corre dietro la palla, due colpi di tacco... Ormai c'è solo lui col suo pallone, la macchina da presa si allontana (il campo lungo ora è lunghissimo), il corpo di Nanni non c'è più, non c'è più neanche il diario. C'è solo un campo di calcio che in realtà è un lembo sottile di terra, sospeso tra due mari, uno calmo e l'altro agitato.

Ecco un luogo in cui si fugge volentieri. Il buon Nanni, che scappa da un'isola all'altra, da una mania a una vocazione, da un elenco all'altro, che non riesce ad essere felice da nessuna parte, con nessuna delle sue ossessioni, finalmente sparisce (e quindi si ritrova) correndo dietro a un pallone, tra due mari, dentro una pagina del diario.

Scriviamo domani.