Film in tv. Dal 23 al 26 marzo

I migliori film della settimana presentati sui canali in chiaro. E per ciascuno, l'estratto di una recensione di Cineforum, sia dal sito che dalla rivista. Cliccando sul titolo in fondo il link alla recensione intera o al pdf del numero della rivista, dipsonibili su cinebuy.

GIOVEDI 23 MARZO

Iris, ore 21.00
Gli abbracci spezzati di Pedro Almodóvar (Spagna 2009)

Davanti a un film come Gli abbracci spezzati [...] viene in mente un solo aggettivo: inerte. E lo dice un almodovariano della prima ora, dai tempi di suor Topa che si faceva di LSD, di Antonio (La legge del desiderio) che ci fissava dicendo «Fottimi», del regista di Legami!, Máximo Espejo, secondo cui per fare cinema bisogna avere cuore e palle (eccolo lì, un altro regista con l’handicap, in carrozzella). Lo dice chi ha amato incondizionatamente Il fiore del mio segreto e Carne tremula, forse il miglior Almodóvar, e che ha visto in Tutto su mia madre e Parla con lei due di quei film che diventano subito classici e creano uno stile di riferimento.
(Il regista e il suo doppio, Fabrizio Tassi, Cineforum 490)

Rai Movie, ore 21.20
Chloe - Tra seduzione e inganno di Atom Egoyan (Usa-Canada-Francia 2009)

Accanto al gioco e al rapporto tra realtà e finzione, e al potere della parola e all’identificazione che avviene tra le due donne fino al ribaltamento dei ruoli [...] Egoyan introduce il tema del controllo, approfondisce quello della ricerca della verità e del rapporto tra realtà e finzione/apparenza, per mostrare l’ambiguità di fondo di persone e situazioni (si veda il gioco delle superfici trasparenti e riflettenti che percorre il film, a marcare il confine tra visione e non visione e a evidenziare la possibilità di punti di vista diversi da cui guardare alle cose), e problematizza la psicologia dei personaggi...
(Paola Brunetta, Cineforum 493)

Rete 4, ore 23.35
Il pianista di Roman Polanski (Regno Unito, Francia, Polonia, Germania 2002)

A quasi sessant’anni dalla sua fuga dal ghetto di Varsavia (sbattuto fuori attaverso un buco tranciato nella rete metallica dal padre, la stessa mattina in cui i nazisti deportarono gli ultimi ebrei), Roman Polanski fa finalmente il suo film sull’Olocausto, un film solo all’apparenza tradizionale, solo all’apparenza sottomesso alle regole accattivanti di uno spettacolo internazionale. In realtà, Il pianista è quanto di più distante si possa immaginare dal presunto buon gusto, dal compiacimento, dalla patina soffocante e lustra che omogenizza tante coproduzioni europee, soprattutto se in costume.
(Una questione di morale, Emanuela Martini, Cineforum 421)

VENERDI 24 MARZO

Paramount Channel, ore 23.00
Il dubbio di John Patrick Shanley (Usa 2008)

Il dubbio, nel film, è un concetto al contempo epistemologico ed esistenziale. Da una parte è infatti l’incertezza che si consuma nell’interrogazione circa la conquista di una traiettoria retta della conoscenza, la possibilità di giungere, al seguito di un intermezzo labirintico, alla Verità (in questo caso, la presunta pedofilia di padre Flynn); dall’altra, si impone in qualità di attributo costitutivo della condizione umana, come un’incombenza, un fardello inestinguibile, la folata perpetua che nella coscienza del singolo si scontra, frantumandolo, contro il senso delle cose.
(L’insostenibile incertezza dell’essere, Lorenzo Donghi, Cineforum 482)

Cielo, ore 23.15
Donne sull'orlo di una crisi di nervi di Pedro Almodóvar (Spagna 1988)

A Pedro questo film gli è venuto fuori dal cuore (del cinema). Doveva farne un altro, doveva realizzare Tacones lejanos, poi non c'è riuscito. Allora in un momento di dormiveglia, un momento in cui è l'inconscio (del cinema) a dettare le parole nell'ombra, ha scritto Donne sull'orlo di una crisi di nervi. Insomma quel che viene fuori è Billy Wilder e Almodovar muove soltanto le labbra. Ma se Wilder è il significante, il significato è ovviamente Almodovar. Ovvero, Donne sull'orlo di una crisi di nervi è una storia di playback, ma con le parole dette tutte in un castigliano perfetto e del tutto almodovariano.
(Gualtiero De Marinis, Cineforum 280)

SABATO 25 MARZO

Rai Movie, ore 19.30
Diario di uno scandalo di Richard Eyre (Gb 2006)

Notes on a Scandal dice apertamente che il sentimento è sconfinato verso un tale deserto che ormai si è costretti a fare letteralmente i conti per sentirlo e provarlo. Barbara fa le addizioni e sottrazioni del caso, e raggiunge il suo scopo. Il romanticismo è una questione algebrica […]. Notes on a Scandal è un bellissimo film sull’esperienza delle cose, quella vera, epidermica, sensibile, e quella differita, cartacea, intellettuale. Barbara scrive, sogna, immagina, mentre Sheba vive, fa l’amore, si incasina l’esistenza. 
(Giochi d’amor perduto, Pier Maria Bocchi-Luca Malavasi, Cineforum 462)

Rai Movie, ore 23.55
4 mesi, 2 settimane e 2 giorni di Christian Mungiu (Romania 2007)

Scritto e girato in poche settimane, montato in tre giorni, un solo piano per ogni scena, 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni risulta essere, come dice il titolo (che si riferisce al momento cui è arrivata la gravidanza), un film dove è il tempo a imporsi, il tempo di una lunga giornata in cui si prende una decisione e la si segue scendendo di scalino in scalino. Un tempo che il regista fa sentire attraverso gli sguardi di una macchina da presa impassibile e ferma, sguardi quasi astratti, consapevoli che non si debba fare altro che guardare, senza commenti, tanto la miseria, il rancido, lo stantio, il peso delle cose e delle esistenze riescono da soli a imporsi.
(Bruno Fornara, Cineforum 466)

DOMENICA 26 MARZO

Paramount Channel, ore 21.10
C'era una volta a New York di James Gray (Usa 2013)

Gray si immerge nel passato della sua città  con il filtro della memoria. Non però (o non solo) con la memoria cinematografica, ma con una memoria geografica, letteraria, documentata, che porta il suo film ad avere il color seppia della carta consumata, la nostalgia sfocata di una cartolina sulla credenza della nonna, con il Lower East Side che sembra uscito, prima ancora che dal Padrino - Parte II, da un dagherrotipo.
(Roberto Manassero) leggi tutto