eXistenZ di David Cronenberg

Questa sera su Rete 4 alle ore 23:35 andrà in onda eXistenZ. Film del 1999 scritto e diretto da David Cronenberg. In questa occasione vediamo il regista misurarsi con tematiche come: la realtà virtuale e il viedogioco. Presentato al Festival di Berlino, vinse l'Orso d'argento per il miglior contributo artistico. Nel numero 391 di Cineforum, gli dedicammo la coperina e uno speciale. Qui sotto alcuni estratti di ciò che ne scrisse Rinaldo Censi (numero interamente acquistabile qui)


[…] C’è un'esistenza (existence) resa attraverso la corretta grafia: il tempo quotidiano, il lavoro, la famiglia, le bollette da pagare. La lettera Z taglia, lacera quest'esistenza: la mutila. Ne fa altro. La lettera S (la sillaba ce) si rovescia in una Z affilata: la Z recide, giunge a sabotare il quotidiano, capovolgendolo, giocandolo... In questa nuova esistenza (eXistenZ) - nel suo cuore - splende una X. Che cos'altro potrebbe riflettere questa lettera, se non un'incognita (in matematica). Un’incognita al centro della nuova esistenza; oppure un evento, un fatto, una situazione non prevedibile (all'interno di un gioco). L'inaspettato che emergerà dal film

[…] Stando ai “gazzettieri”, Cronenberg avrà anche realizzato un film che ci parla di virtualità; avrà anche ripreso pure i temi di un film come Matrix (o, al peggio, Nirvana ): certo è che in eXistenZ non appare nessuno schermo computerizzato, o un visore, o una stupida tastiera per Pc. A noi pare che la chiave di eXistenZ risieda altrove. Ci sembra che l'universo tratteggiato dal regista canadese si presti ad una diversa lettura. Per esempio, questa massa granulosa, atmosferica, questa risorsa di atomi danzanti che invade i titoli di testa rimanda piuttosto a quella formazione romantica del sogno che vede in Nerval, Poe, Novalis i suoi redentori. […] Le immagini dei titoli di testa ricordano una strana colata lavica, qualcosa di simile alla dispersione temporale, e alle sagome costituite da masse nuvolose che formano la struttura del «Secondo Faust». Possiamo - qui - dire: ecco gli spettri da cui ritornerà l'immagine della vita. Ecco l'origine, il centro di eXsistenZ. Ma l'invenzione dei sogni, la costituzione di un continente onirico, che spiana la strada al mondo moderno tessendo uno sfondo di ombre (fantasmi e figure instabili), ci ricorda questa condizione incontrovertibile: il sogno non ha autore. Nessuno firma un sogno, anche se chiunque può diventarne il soggetto (uno spettatore, per esempio). Sembra la pubblicità del gioco creato da Allegra Geller. 

[…] Ci troviamo in una chiesa sconsacrata. Come afferma Allegra Geller: eXistenZ è un gioco, il nuovo gioco di Antenna Research. Gioco e rito autorizzano un rapporto di corrispondenza, in forma rovesciata. Per esempio, il loro rapporto con il calendario e con il tempo diverge. Anzi, si capovolge. Il rito dona una struttura al calendario; il gioco, invece, lo distrugge. Ma le cose non sono sempre così chiare. Le connessioni tra gioco e rituale sono più strette di quanto si pensi. Molte ricerche dimostrano che l'origine costitutiva dei giochi da noi conosciuti aleggia pure in antiche cerimonie sacre, in danze, lotte rituali e pratiche divinatorie. Così - per esempio - nel gioco della palla possiamo intravedere la rappresentazione rituale di un mito per il possesso del sole. D'altra parte, nei giochi d'azzardo è possibile riscontrare un legame con pratiche oracolari. Emile Benveniste aveva ben compreso che il gioco poteva essere considerato come il “sacro capovolto”. […] Solo un debole legame collega rito e gioco: si tratta del giocattolo stesso. Il game-pod (in metaflesh) stabilisce il tramite tra queste due posizioni opposte. Il game-pod si presenta quindi come un intervallo temporale, ciò che trasforma una struttura in evento (diacronico), ma anche ciò che a fine gioco (o a gioco fermo) palesa questo stesso residuo sincronico attraverso la sua sola presenza. Ma se - dopo aver urlato: «"eXistenZ" in pausa!!!» - la realtà apparisse ancora più irreale? 

[…] Se la trasformazione della sincronia in diacronia fosse veramente realizzata, non dovrebbero restare residui, tracce. Dopotutto, la fine del gioco corrisponde proprio all'atto del nascondere il giocattolo, riponendolo in un cassetto, oppure in uno scrigno, un baule. Qui, questo rene mutante, questa carne viva e lamentosa, viene nascosta all'interno di un luccicante scarpone da sci: splendida immagine imprevista. Cronenberg ama far circolare oggetti surreali all'interno dei suoi film. Basta pensare alle cabine di teletrasporto de La mosca, così simili ai cilindri di una Ducati. eXistenZ prepara numerosi incontri visionari e inaspettati: il migliore resta quello di una rivoltella che spara denti umani (Gristle gun), costruita con ossa di pesce e cartilagine, simile al corpo decomposto di qualche vertebrato (ecco un buon modo per evitare il metal detector). Ma pure la consolle (game-pod) a forma di rene, con tanto di UmbyCord e Bioport (un cordone ombelicale con vasi sanguigni rosso-blu, dove passa pure elettricità e un connettore spinale situato sotto il punto vita), non scherza quanto a fantasia e immaginazione. […]