La casa delle immagini

Popolare e di tendenza, eclettico e ultra-cinefilo. Torna il Festival del Film di Locarno (giunto alla 68ª edizione), che grazie al lavoro del direttore artistico Carlo Chatrian, negli ultimi anni è diventato il paradiso "dell'essai".

Serate in piazza grande per il grande pubblico con Jonathan Demme (nella foto la protagonista del film Meryl Streep) e Antoine Fuqua, Judd Apatow e Barbet Schroeder, un noir bollywoodiano (Bombay Velvet) e ospiti d'onore del calibro di Edward Norton. Concorso per cinefili, con Chantal Akerman, Ben Rivers, Otar Iosseliani, Alex van Warmerdam, Andrzej Zulawski, Hong Sang-soo, Atchina Rachel Tsangari, Ryusuke Hamaguchi... Ma gli appassionati guardano soprattutto ai "nuovi sguardi" dei Cineasti del Presente e alle sperimentazioni offerte da Sign of Life. E poi i "fuori concorso" doc (Bressane!), l'omaggio a Michael Cimino, che sarà presente, il Pardo d'Onore a Bellocchio, la retrospettiva dedicata a Sam Peckinpah.

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Noi ovviamente ci saremo. E lasciamo la parola a Chatrian, che parla del festival come di una "casa delle immagini": «Mi piace pensare Locarno come una casa per il cinema. E se l’inondazione d’immagini – ormai disponibili su ogni supporto – fa sì che il cinema non sia più la casa del mondo, a guardare i tanti film presenti nel programma in cui risuona la sua presenza viene da dire che il mondo ha ancora un disperato bisogno di una casa. Non come il luogo in cui si manifesta l’autorità o come esposizione del benessere, ma come spazio carico d’affetto. Non c’è casa senza focolare, senza quel luogo dove raccogliersi e ascoltare le storie che venendo da lontano finiscono per toccarci. Le storie di Locarno quest’anno portano i nomi illustri di Marco Bellocchio e Michael Cimino, Marlen Khutsiev e Bulle Ogier, Edward Norton e Andy Garcia, Walter Murch e Georges Schwizgebel. A loro e ai tanti registi, attori e produttori che ancora una volta si ritroveranno in Ticino il Festival è molto riconoscente.  Se il cinema è divertimento, svago, rifugio, sogno, i film e gli ospiti di questa edizione sono qui a ricordarci che dietro ogni immagine c’è una realtà filmata, che dietro ogni finzione si nasconde e si palesa una situazione a cui bisogna prestare orecchio. Pensiamo a Sam Peckinpah, l’autore al quale Locarno dedica la Retrospettiva. Non credo ci sia regista più lontano dall’idea di casa; tuttavia, vedendo i suoi fantastici film che parlano di deserto e pistole, di fuorilegge e scazzottate, non si può che rivolgere un pensiero a quel territorio di frontiera a lui tanto caro, oggi attraversato da persone costrette ad abbandonare la loro casa per mettersi in cammino».