"Casino" e "The House of Rising Sun"

La mattanza in folk blues

Arriva dopo due ore e 35 minuti, sequenza indimenticabile di un musical travestito da gangster movie: Casino, il più astratto e teorico dei film di Martin Scorsese, e il più simile (insieme a Quei bravi ragazzi) a The Wolf of Wall Street.

E' la sequenza sottolineata da The House of Rising Sun, incisa nel 1964 dagli Animals, perciò la versione al maschile di una ballata tradizionale della quale non si conosce l'autore, musica scritta forse addirittura nel '700 e parole negli anni '30 del Novecento. Tema: un bordello di New Orleans dove si buttano via vite.

Dopo che l'impero di truffe e riciclaggio mafioso costruito a Las Vegas si è sgretolato, sulle prime note della canzone Ace Rothstein apre la porta di casa agli agenti dell'Fbi che vogliono mostragli le foto compromettenti di Ginger. E la richiude. Non vuole vedere. Ma la musica insiste: noi "dobbiamo" vedere e, in un crescendo, i vecchi capiclan, attaccati ai loro respiratori, si riuniscono nel retro del tribunale e sanciscono la mattanza, che scorre desolante e inevitabile come il ritmo della canzone.

Fino alla brutta fine di Ginger che, stroncata da una dose bomba, viene accompagnata a morire lungo il corridoio di un hotel squallido dal carrello di Scorsese e dalle note più disperate della ballata. Ma non si ferma qui, e riprende, mentre Nick il pazzo e suo fratello Dominic arrivano a un campo di granturco fuori Las Vegas, senza sapere che la loro fossa è già stata scavata (saranno trucidati a colpi di mazza da baseball e seppelliti ancora vivi, in silenzio).

Folk song blues di tragica malinconia, che narra di gamblers e di ragazzi rovinati (la versione al femminile, di giovani prostitute), un simbolo terribile dei misfatti dell'American Dream, di vite spese "in sin and misery", di eterni ritorni all'ingannevole Casa del sole nascente.

http://www.youtube.com/watch?v=1FZ2FA-epcE