Concorso

Le dernier coup de marteau

Vivono in una roulotte, nella miseria più totale, ma non sono miserabili. Hanno una vita disastrata, ma non coincidono con le loro sfortune, non sono le comparse della solita storia di orrore quotidiano, magari maneggiate con sadismo e compiacimento perché l’Autore “deve” provocare, sottolineare, rivelare al mondo ciò che il mondo è in realtà.

Le dernier coup de marteau porta nella Mostra del Cinema un tono, un modo di raccontare, un amore (tenero) per i personaggi che racconta, di cui sentivamo il bisogno. È la storia, simile a tante altre storie, di un ragazzo senza padre e di una madre alle prese con un tumore, in cui però entriamo in punta di piedi, aspettando l’inevitabile incontro tra il figlio e l’uomo che non ha mai conosciuto, appassionandoci alle vicende di questo adolescente inquieto e ispirato, godendo i piccoli momenti di grazia di cui è costellato il film.

Alix Delaporte ha girato un film delicato, in cui tutto è prevedibile eppure ogni cosa ci sorprende, come fa la vita quando decide di metterci di fronte a una scelta decisiva, qualcosa da cui dipende chi siamo e cosa diventeremo. Victor sa che suo padre è un direttore d’orchestra e che, guarda caso, ha accettato un lavoro non lontano dal luogo in cui lui e sua madre cercano di sopravvivere (in un clima di solidarietà e amicizia con altri “sfortunati” – gitani - che vivono la loro vita con grande dignità e serenità).

Va in scena la Sesta sinfonia di Mahler, che è si “Tragica” ma, come dice il direttore, non per forza deve essere piagnucolosa (o sentimentale, o ricattatoria). E poi ci sono il calcio (la speranza di un futuro diverso, con o senza padre), la ragazza di cui innamorarsi (ah, quello sguardo, quegli occhi che ti fa sentire finalmente vivo!), la paura di non farcela, il coraggio di provarci, il dolore, l’amore…

Anche quella che potrebbe sembrare una poetica forzatura – l’incontro del padre e del figlio attraverso la musica – risulta invece convincente: Mahler fornisce il linguaggio attraverso cui i due uomini riescono a comunicare, nonostante appartengano a mondi completamente diversi.