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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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Fuori concorso

Love After Love di Ann Hui

Sontuoso e sinuoso, accattivante ma abbastanza gelido, Le relazioni pericolose in chiave orientale, ma senza l'astratta razionalità della marchesa di Merteuil: infatti Madame Yang, la protagonista più matura di Love After Love, ex-cortigiana diventata ricca quando il suo amante morendo le ha lasciato la sua fortuna, non è così perfida come l'antieroina del romanzo di De Laclos.

Contemporaneamente manipolatrice e protettrice, quasi una maîtresse ma anche una consigliera sentimentale, si diverte a tessere incontri, a fare e disfare relazioni giusto per il piacere di farlo (e per l'interesse che gliene consegue); ma poi lascia che le cose vadano come devono andare e il suo cuore, probabilmente, non è del tutto arido. Mentre sua nipote Weilong, che da Shanghai si è trasferita a Hong Kong per terminare gli studi e che non vuole tornare nella casa paterna, è certamente ingenua, ma conosce anche bene la differenza tra ricchezza e povertà e cede prima al fascino del lusso che a quello dell'amore.

Tratto dal romanzo Aloeswood Incense: The First Brazier di Eileen Chang, il nuovo film di Ann Hui è un articolato melodramma quasi completamente ambientato negli interni sfarzosi, nei giardini, negli anfratti del palazzo di Yang, con sporadiche uscite in altri interni analoghi o sui cuscini delle auto che trasportano i protagonisti ai loro instancabili impegni sociali. Hong Kong alla fine degli anni 30, prima della Seconda guerra mondiale, la Hong Kong ricca che mima la vita delle élite britanniche, incrociandola con un sensuale aplomb cinese, e che ha lasciato da parte le regole e i valori tradizionali che invece vigono sulla terraferma. A Weilong basta aprire un armadio e scorrerne il contenuto per decidere di accettare le nuove regole della zia (che fu bandita dalla famiglia per il suo comportamento immorale) e degli altri personaggi che la circondano: un ricco, maturo "Zio", ambiguo tutore che va e viene agganciando al polso delle donne braccialetti preziosi, due servette che conoscono tutti i segreti della casa e ne alimentano gli intrighi, e soprattutto George, giovane, aitante dongiovanni che non resiste davanti a una conquista femminile, ma che sa anche di dover sposare una donna ricca, perché il padre Cheung non gli lascerà nulla. E che naturalmente si dedica subito alla conquista di Weilong, scatenando il viluppo di amore, gelosia e ostinazione che si snoda nella seconda parte del film.

Fotografato con lucido splendore da Christopher Doyle, con musica di Ryūichi Sakamoto, Love After Love si muove instancabile in un mondo chiuso nel proprio narcisismo e nel proprio insaziabile gioco sessuale ed economico, dominato dall'ipocrisia e dalla mistificazione, e dove anche l'amore finisce per perdere ogni senso. E le scenografie di Zhao Hai e soprattutto i costumi di Emi Wada non sono solo un arricchimento estetico, ma un vero e proprio indicatore dello stato e dell'evoluzione dei personaggi, una traccia disseminata per dipanare questo sibillino mélo.