Sopravvalutati e sottovalutati (2)

Vecchio Cinema Pavloviano

SOPRAVVALUTATI

Nuovo Cinema Paradiso (1988) di Giuseppe Tornatore

Film furbo e ricattatorio, riduce lo spettatore al cane di Pavlov, coprendo con musica e movimenti di macchina una sceneggiatura a tratti imbarazzante e un’idea di cinema vecchia e reazionaria.

Happiness (1998) di Todd Solondz 

Il regista sceglie accuratamente tutti gli espedienti retorici a disposizione per rendere shockanti situazioni che già di per sé risultano insopportabili. Banalizzazione e ribaltamento della “banalità del male”, confezionato apposta per disturbare platee che, di fronte all’eccesso a cui hanno appena assistito, possono serenamente “chiamarsi fuori”.

La meglio gioventù (2003) di Marco Tullio Giordana 

Semplificazione quasi grottesca degli anni ’60 e ’70, revisionista e conciliatorio, il film è l’esempio più chiaro di un cinema compromesso e di compromesso. Involontariamente comica la sequenza di Alessio Boni-fantasma che torna dall’aldilà per dare la benedizione alla nuova coppia composta dalla vecchia fiamma e dal fratello.

Batalla en el cielo (2005) di Carlos Reygadas 

Incomprensibile l’amore di certa critica per Reygadas che volutamente sadizza lo spettatore con immagini ributtanti, mettendo in scena umanità terminali, e ammantando il tutto con un moralismo intollerabile. Schematico e falso nel suo scandalo facile, Batalla en el cielo è forse l’emblema più preciso di un certo tipo di cinema che nasce e muore nella sua stessa provocazione. Parente stretto dei film di Ulrich Seidl e Todd Solondz.

Inception (2010) di Christopher Nolan

Regista di sicuro talento ma battezzato a sproposito “il nuovo Kubrick”, Nolan fa un film sull’immaginazione molto scritto e assai poco immaginato, per nulla evocativo, che invece di “aprire” al mistero della mente (e dei sogni), “chiude”, rendendo quel mondo un luogo asfittico e privo di fascino.

 

SOTTOVALUTATI

The Blue Gardenia (Gardenia blu, 1953) di Fritz Lang 

Tra i numerosi capolavori di Lang, questo è probabilmente il più snobbato e misconosciuto, mentre bastano poche sequenza per rendersi conto che ci si trova di fronte a una pellicola di rara bellezza, che affronta la cultura sessuofoba degli anni ’50, il senso di colpa come specchio deformante della realtà, e l’invadente presenza della stampa, priva di qualsiasi etica e limite.

La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini 

Valerio Zurlini è forse uno dei registi italiani più (colpevolmente) sottovalutati e La prima notte di quiete è un capolavoro crepuscolare sul tentativo disperato di dar forma a un sogno e sul suo tragico fallimento. Lo spazio in cui si muovono i protagonisti non fa da semplice sfondo, ma è un personaggio a tutti gli effetti, rendendo l’opera ancor più straniante ed enigmatica.

Identificazione di una donna (1982) di Michelangelo Antonioni 

Considerato un film minore, è invece una straordinaria pellicola sul mistero dell’eterno femminino, sulla creatività artistica quale mondo separato e irrimediabilmente invischiato nella realtà, sulla presenza impenetrabile della natura. Mai rivolto al passato, il cinema di Antonioni è sempre un al di là, un “oltre”.

Hereafter (2010) di Clint Eastwood 

Poco compreso dalla critica, che ne è rimasta in buona parte delusa, Hereafter è una sorprendente riflessione sul rapporto dicotomico tra realtà – come costruzione posticcia dell’esistenza – e immaginazione, irresistibile e misteriosa, forza sovvertitrice dell’impianto fittizio di tutta una vita e, al tempo stesso, cura del trauma.

Un été brulant (2011) di Philippe Garrel 

Pochi film sono stati stroncati con tanta ferocia da critica e pubblico. Totalmente incompreso, il film di Garrel è una presa di coscienza tragica dell’impossibilità odierna dell’arte, della politica, dell’amore, con la consapevolezza che la Storia sia andata in un’altra direzione. È anche un grande omaggio a Le mépris (1963) di Jean-Luc Godard. 

 

Sopravvalutati e sottovalutati. Re-visioni critiche che pescano in libertà nella storia del cinema, per mettere in discussione qualche mito e per segnalare alcuni film che meriterebbero più attenzione (e devozione?). Si gioca sul serio, come sempre. Dieci film per ognuno.