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BFM 2018: Barbara Albert terza protagonista di Europe, Now!

Il Bergamo Film Meeting (che si terrà dal 10 al 18 marzo) ha annunciato oggi la terza protagonista della sezione Europe, Now! (dopo il francese Stéphane Brizé e il rumeno Adrian Sitaru): Barbara Albert, austriaca, nata a Vienna nel 1970.

Figura di rilievo del nuovo cinema austriaco, sia come regista che come sceneggiatrice e produttrice, Barbara Albert è autrice che nelle sue opere incarna la problematicità del tempo presente, osservato con profonda attenzione per lo smarrimento della gioventù europea cresciuta alla fine dei due blocchi. La regista appartiene a una generazione che ha dato linfa e personalità alla cinematografia austriaca, rendendola finalmente capace di esprimere una visione problematica e alternativa al retaggio della società piccolo-borghese prosperata nel dopoguerra. Dopo gli studi alla Vienna Film Academy, Barbara Albert si fa notare nei festival internazionali con una serie di cortometraggi e soprattutto con il mediometraggio Somewhere Else, girato a Sarajevo nel 1996, in cui, attraverso il ritratto di quattro giovani donne sopravvissute alla guerra, già dimostra la sua spiccata capacità di esprimere il contrasto tra Storia e Umanità che si incarna nel destino est-europeo.

Dopo aver firmato nel 1998 assieme a Micheal Grimm e Reinhard Jud Slidin' – Alles Bunt und Wunderbar, esordisce nel lungometraggio con Nordrand (1999), in cui, sullo sfondo di un quartiere popolare della periferia viennese, compone il ritratto di una generazione deprivata di aspettative. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, il film impone la regista sulla scena internazionale e la spinge su un cammino di ulteriore consapevolezza generazionale, che si concretizza nella decisione di fondare assieme a Jessica Hausner, Antonin Svoboda e Martin Gschlacht la Coop99, una società di produzione che ancora oggi resta un punto di riferimento per il migliore giovane cinema dell'Europa centrale. La sua costante attenzione per l'intreccio di destini e responsabilità condivisi da personaggi sospesi tra leggerezza esistenziale e annichilimento sociale prende forma nella sua opera seconda, Böse Zellen (Free Radicals, 2003), con la quale va in Concorso a Locarno, mentre nel 2006 torna in Concorso a Venezia con Fallen (Falling).

La stessa attenzione per il destino dell'Europa orientale come scenario delle contraddizioni storiche e attuali del continente, che l'ha portata a produrre due film della regista bosniaca Jasmila Zbanic (Il segreto di Esma, Orso d'Oro a Berlino 2006, e Il sentiero, 2010), la spingono a realizzare nel 2012 Die Lebenden, in cui una giovane austriaca di origini rumene che vive a Berlino scopre il passato nazista del nonno. Ancora un personaggio femminile sospeso sulla complessa elaborazione della propria identità è al centro del suo primo film in costume, Mademoiselle Paradis (2017), ritratto di una pianista e compositrice cieca vissuta in Austria alla fine del Settecento.

(Barbara Albert sarà ospite del Festival da giovedì 15 a sabato 17 marzo. Mentre Stéphane Brizé sabato 10 e domenica 11 marzo e Adrian Sitaru da martedì 13 a giovedì 15 marzo).

*foto di copertina tratta da Mademoiselle Paradis (2017) di Barbara Albert