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BFM: Wilczyński, Léaud, Metropolis

Bergamo Film Meeting conferma il suo interesse verso il cinema d’animazione proponendo in anteprima nazionale la personale completa del regista, animatore, pittore, cartonista e performer polacco Mariusz Wilczyński.

La sezione si aggiunge al già annunciato omaggio dedicato a Jean-Pierre Léaud, attore simbolo della Nouvelle Vague francese, icona e alter ego di François Truffaut; al progetto Pasolini e le Mille e una notte, composto da una mostra fotografica, una tavola rotonda e la proiezione di tre film; all'approfondimento sulle contaminazioni tra cinema e arte contemporanea che vedrà protagonisti gli artisti svedesi Nathalie Djurberg e Hans Berg.

Bergamo Film Meeting inaugurerà ufficialmente la sua 37ª edizione venerdì 8 marzo, presso l'Ex-Chiesa di Sant’Agostino alle 20.30, con la sonorizzazione live di Metropolis, capolavoro di Fritz Lang in versione restaurata, che sarà eseguita dal dj statunitense Jeff Mills.

Il Festival, come di consueto, darà spazio alle ultime tendenze e agli autori emergenti nel campo della fiction e del documentario attraverso la Mostra Concorso e Visti da Vicino. Sostenuto anche in questa edizione dall’Unione Europea attraverso il sottoprogramma MEDIA di Europa Creativa, Bergamo Film Meeting privilegerà il cinema del nostro continente, con una proposta di oltre 150 film per 9 giorni di programmazione. Alle proiezioni in sala si affiancheranno gli incontri con gli autori, gli eventi speciali, i percorsi formativi rivolti alle scuole e agli spettatori under 18, insieme a un vivace contorno di proposte tra arte, musica e fumetti, realizzate grazie al network di collaborazioni con le numerose realtà culturali territoriali e non solo.

 

LA RETROSPETTIVA 2019: JEAN-PIERRE LÉAUD

Quando si parla di Jean-Pierre Léaud il pensiero va subito a François Truffaut, che nel 1958 lo ha scelto, ancora quattordicenne, per interpretare il giovane Antoine Doinel ne Les quatre cents coups (I 400 colpi, 1959). Il sodalizio tra i due dura vent’anni: sette film per seguire la crescita di un attore e, in parte, del personaggio di Doinel. Vent’anni che vedono il fiorire della Nouvelle Vague. Léaud lavora anche con Jean-Luc Godard, come assistente ma anche come attore, interprete principale in Masculin, féminin (Il maschio e la femmina, 1966) e La chinoise (La cinese, 1967).  Ma Léaud non è solo Nouvelle Vague francese. Nel 1967 è protagonista di Le départ (Il vergine), del regista polacco Jerzy Skolimowski. Nel 1969 lo incontriamo anche in Porcile di Pier Paolo Pasolini. Nel 1971 è Colin nel film fiume – 760 minuti - Out 1, di Jacques Rivette.

Nel 1978 si chiude con L’amour en fuite (L’amore fugge) il ciclo di Antoine Doinel: è un film che contiene citazioni dagli altri film della serie e da altri girati sempre con Truffaut, La nuit américaine (Effetto notte, 1973) e Les deux Anglaises et le continent (Le due inglesi, 1971). È anche l’ultimo film con il regista che lo aveva plasmato: una somma di situazioni autobiografiche che appartengono tanto al creatore che al suo personaggio; l’addio definitivo a un ruolo di cui forse Léaud non si è mai completamente liberato.

La carriera dell’attore francese, che negli stessi anni lo ha visto partecipe di film “memorabili” come Ultimo tango a Parigi (1973) di Bernardo Bertolucci e La maman et la putain (1973) di Jean Eustache, continua fino ai nostri giorni. A testimonianza della sua esperienza artistica, importanti registi come Aki Kaurismäki, Olivier Assayas, Tsai Ming-liang lo chiamano a interpretare alcuni tra i loro film più belli, rispettivamente I Hired a Contract Killer (Ho affittato un killer, 1990), Irma Vep (1996), Ni na bian ji dian (Che ora è laggiù?, 2001). Come in passato, Léaud riversa nei nuovi personaggi fragilità, debolezza, meschinità, con quel fare ancora da adolescente che trapela nel suo corpo appesantito dall’età. Del 2016 è La mort de Louis XIV di Albert Serra; una prova d’attore straordinaria, capace di vestire con intensità e senso drammatico i panni impegnativi di un grande protagonista della storia di Francia.

Jean-Pierre Léaud sarà ospite del Festival. La retrospettiva sarà composta da 17 film.

 

CINEMA D’ANIMAZIONE: MARIUSZ WILCZYŃSKI

Nato a Łódź, Polonia, il 29 aprile 1964, Wilczyński è considerato uno degli animatori più influenti nel panorama cinematografico d’animazione: ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Golden Hugo come Miglior Film d’Animazione al Chicago International Film Festival nel 2005 per il film Niestety (Unfortunately, 2004) e Miglior Film d’Animazione all’European Independent Film Festival di Parigi con Wśród nocnej ciszy (In the Stillness of the Night, 2000). Nel 2007 il MoMA gli ha dedicato una retrospettiva all’interno della quale ha presentato la prima mondiale del suo cortometraggio Kizi MiziLaureato all’Academy of Fine Arts di Łódź, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Animazione presso la Leon Schiller State University of Film, Television and Theatre di Łódź nel 2010. 

Bergamo Film Meeting presenterà tutti gli 11 lavori dell'artista tra i quali Allegro ma non troppo (1998), From the Green Hill (1999) e Smierć na 5 (Death to Five, 2002). Attualmente sta lavorando a lungometraggio, Kill It And Leave This Town, che verrà presentato nel 2019 dopo un'intensa preparazione durata circa dodici anni.

Mariusz Wilczyński sarà presente a Bergamo Film Meeting dal 9 al 12 marzo. La personale è realizzata in collaborazione con l'Istituto Polacco di Roma.

 

PASOLINI E LE MILLE E UNA NOTTE

In occasione della 37√ edizione di Bergamo Film Meeting sarà presentato il progetto Pasolini e le Mille e una notte. Al poeta, scrittore e regista il Festival dedicherà una mostra fotografica, che prende il titolo dal progetto, una tavola rotonda e la proiezione di tre film: Il fiore delle Mille e una notte (1974), Le mura di Sana'a (1971) e Appunti per un film sull'India (1968). 

La mostra Pasolini e le Mille e una notte, in programma presso l’Ex-Chiesa della Maddalena dal 9 al 17 marzo, vede la trasformazione dell’ambiente espositivo in un luogo in cui, grazie ad un coinvolgente allestimento, convivono fotografia, immagine in movimento e manifesti. Le fotografie, realizzate da Roberto Villa nel 1972 sul set de Il fiore delle Mille e una notte, ritraggono alcuni dei momenti più salienti di lavorazione del film e indagano i volti e i corpi della popolazione iraniana e dello Yemen; due schermi introdurranno il visitatore nell’universo etnologico del cinema pasoliniano attraverso Le mura di Sana'a e Appunti per un film sull'India; e infine una rassegna di manifesti d’epoca per avvicinarsi al linguaggio extra-filmico con i grandi cartellonisti del cinema italiano.

 

INCONTRI: CINEMA E ARTE CONTEMPORANEA | NATHALIE DJURBERG E HANS BERG

La sezione dedicata alle contaminazioni tra cinema e arte contemporanea permetterà di conoscere da vicino il lavoro di Nathalie Djurberg e Hans Berg, duo svedese Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2009. La mostra Nathalie Djurberg e Hans Berg. Rites of Passage, promossa dal Comune di Bergamo e realizzata da Bergamo Film Meeting, The Blank e Lab 80 film, porterà negli spazi della cinquecentesca Porta Sant’Agostino i mondi fantastici dei due artisti.

Il percorso espositivo, curato da Stefano Raimondi e Claudia Santeroni, si sviluppa attorno a una grande proiezione e allo stesso tempo mostra la ricerca scultorea portata avanti dagli artisti in cui le opere Sunrise e Sunset pongono l’accento sul fluire del tempo e sul dinamismo della giornata attraverso lo spazio, giocando con il significato storico della Porta Sant’Agostino, luogo di passaggio e di transito chiamato a scandire i momenti della giornata attraverso le dinamiche di apertura e chiusura del portone.

Nathalie Djurberg e Hans Berg incontreranno il pubblico del Festival sabato 9 marzo alle ore 15.30 presso il Cinema San Marco. Durante l'appuntamento si potranno ammirare una selezione di opere video e ascoltare, attraverso le parole dei protagonisti, le principali implicazioni legate al loro lavoro.

 

CINEMIX: JEFF MILLS PLAYS METROPOLIS

Jeff Mills, nato a Detroit nel giugno del 1963, dj e produttore discografico statunitense attivo fin dagli anni ‘80 , è da ritenersi uno dei padri fondatori della musica elettronica. Famoso per la sua continua e incessante ricerca musicale, che lo ha portato a spaziare dall'industrial all'ambient attraverso set eccezionali e a condividere il palco con orchestre sinfoniche, nella sua carriera si è esibito in luoghi prestigiosi quali il Museo del Louvre a Parigi e la Royal Albert Hall di Londra.

Un artista dalle mille sfaccettature che, spinto dal grande amore per il cinema, intraprende la strada dei Cinemix - performance dove musica e cinema si fondono - e a partire dal 2000 realizza il progetto più memorabile della propria carriera: la creazione di una nuova colonna sonora per Metropolis, il film capolavoro di Fritz Lang del 1926. Il progetto, per cui l’artista concepisce dapprima solo una parte della partitura, prosegue dopo il restauro del 2010 della fondazione Friedrich-Wilhelm-Murnau e della Deutsche Kinemathek, che fa seguito al ritrovamento in Argentina di 25 minuti di pellicola ritenuti perduti.

Nel 2017 Jeff Mills presenta in anteprima mondiale la sonorizzazione completa di Metropolis per la UFA di Berlino (Universum-Film Aktien Gesellschaft). L’appuntamento a Bergamo è la prima data italiana.