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NEWS

Cannes: la selezione ufficiale 2020

Per i motivi che tutti conosciamo e dopo un tira e molla fatto di attese, rinvii, smentite e comunicati interlocutori, il Festival di Cannes ha scelto lo scorso aprile di annullare l'edizione di quest'anno (che si sarebbe svolta dal 12 al 23 maggio). Il direttore Thierry Fremaux, insieme con il suo staff, ha deciso però di comunicare lo stesso i titoli selezionati per l'edizione 2020 dando adito ad alcune polemiche per via del fatto che non essendosi svolto nessun festival la cosa non fosse strettamente necessaria. E anche perché tutti i film bollati con il marchio di Cannes, se non usciranno in sala durante l'estate, molto difficilmente potranno essere selezionati ad altri (eventuali) festival cinematografici che si dovessero svolgere nell'anno in corso.

In una conferenza stampa piuttosto informale Fremaux ha annunciato questa sera i film della selezione ufficiale 2020 senza alcuna distinzione fra le diverse sezioni ma elencando i 56 titoli in ordine sparso. Eccoli:

The French Dispatch di Wes Anderson (Usa)
The Summer of 85 di François Ozon (Francia)
Mangrove di Steve McQueen (Regno Unito)
Lovers Rock di Steve McQueen (Regno Unito)
True Mothers di Naomi Kawase (Giappone)
Soul di Pete Docter, Kemp Powers (Usa)
Another Round di Thomas Vinterberg (Danimarca)
Last Words di Jonathan Nossiter (Usa)
DNA di Maïwenn (Algeria, Francia)
Heaven: To The Land of Happiness di Im Sang-soo (Corea del Sud)
Peninsula di Yeon Sang-ho (Corea del Sud)
El olvido que seremos di Fernando Trueba (Spagna)
In the Dusk di Sharunas Bartas (Lituania)
Des hommes di Lucas Belvaux (Belgio)
The Real Thing di Koji Fukada (Giappone)
Passion Simple di Danielle Arbid (Libano)
Souad di Ayten Amin (Egitto)
A Good Man di Marie-Castille Mention Schaar (Francia)
Les choses qu’on ditles choses qu’on fait di Emmanuel Mouret (Francia)
John and the Hole di Pascual Sisto (Usa)
Limbo di Ben Sharrock (Regno Unito)
Here We Are di Nir Bergman (Israele)
Rouge di Farid Bentoumi (Francia)
Sweat di Magnus von Horn (Svezia)
Teddy di Ludovic and Zoran Boukherma (Francia)
February di Kamen Kalev (Bulgaria)
Ammonite di Francis Lee (Regno Unito)
Médecin de nuit di Elie Wajeman (Francia)
Enfant terrible di Oskar Roehler (Germania)
Nadia, Butterfly di Pascal Plante (Canada)
Septet: The Story Of Hong Kong di Ann Hui, Sammo Kam-Bo Hung, Ringo Lam, Patrick Tam, Johnnie To, Hark Tsui, John Woo, Woo-Ping Yuen (Hong Kong)
Falling di Viggo Mortensen (Usa)
Pleasure di Ninja Thyberg (Svezia)
Slalom di Charlène Favier (Francia)
Casa de antiguidades di João Paulo Miranda Maria (Brasile)
Broken Keys di Jimmy Keyrouz (Libano)
Ibrahim di Samuel Guesmi (Francia)
Beginning di Déa Kulumbegashvili (Georgia)
The Death of Cinema and My Father Too di Daniel Rosenberg (Israele)
Gagarine di Fanny Liatard, Jérémy Trouilh (Francia)
16 Printemps di Suzanne Lindon (Francia)
Vaurien di Peter Dourountzis (Francia)
- Garçon chiffon di Nicolas Maury (Francia)
Should The Wind Fall di Nora Martirosyan (Armenia)
On the Way to the Billion di Dieudo Hamadi (Repubblica democratica del Congo)
Striding Into the Wind di Wei Shujun (Cina)
The Truffle Hunters di Gregory Kershaw, Michael Dweck (Usa)
9 jours à Raqqa di Xavier De Lauzanne (Francia)
Cévennes di Caroline Vignal (Francia)
Les Deux Alfred di Bruno Podalydès (Francia)
Un triomphe di Emmanuel Courcol (Francia)
Le discours di Laurent Tirard (Francia)
L’origine du monde di Laurent Lafitte (Francia)
Josep di Aurel (Francia)
Aya and the Witch di Goro Miyazaki (Giappone)
Flee di Jonas Poher Rasmussen (Danimarca)