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Cinepassioni, Genova, dal 13 aprile

Giovedì 13 aprile 2017 apre alla Loggia della Mercanzia di Piazza Banchi, a Genova, la mostra CINEPASSIONI. Storie di immagini e collezionismo.

L’esposizione, visitabile fino al prossimo 30 luglio e curata da Luca Malavasi, è stata voluta dall’Assessorato e dalla Direzione Cultura del Comune di Genova e nasce dal desiderio di valorizzare e far conoscere tre importanti realtà legate al cinema presenti in città: la Cineteca D.W. Griffith, la Collezione intitolata a Stefano Pittaluga e la Collezione Cine Ciak, rispettivamente centrate sul patrimonio filmico, sulla tecnologia cinematografica e sull’oggettistica.

Tre raccolte estese dalle origini della storia del cinema a oggi, e simbolo di un collezionismo “spontaneo” che unisce ricerca storica e passione cinefila.  È di questa passione che la mostra racconta lo sviluppo storico e culturale, interpretando la ricchezza delle collezioni attraverso un percorso che privilegia l’impatto sociale, culturale e, appunto, passionale del cinema. Fin dalla sua comparsa, infatti, esso non si è limitato a popolare il mondo di storie e immagini, tra racconto della realtà e fughe nell’immaginazione, ma ha anche modificato profondamente il modo di vedere e conoscere noi stessi e ciò che ci circonda.

Il rapporto tra immagini e spettatori è dunque il perno attorno al quale si sviluppa il percorso della mostra, che inizia ricostruendo, grazie soprattutto alla lanterna magica, l’origine della moderna passione per le “visioni luminose”, per continuare con la storia della tecnologia, professionale ma anche amatoriale: una storia, quest’ultima, che è testimone, tra le altre cose, del precoce desiderio di fare del cinema anche uno strumento per il racconto e la memoria personali. Dalla “pesantezza” dei mezzi di produzione si passa quindi al flusso immateriale del film e al momento della visione che, nata come rituale collettivo, sta oggi evolvendo verso nuove pratiche e nuovi modelli, più individuali e soggettivi. Chiude la mostra una selezione di oggetti da collezione ispirati a celebri film, dagli anni Trenta del Novecento a oggi: una memoria tangibile che, tra le altre cose, contribuisce a espandere l’esperienza del film e il potere dell’immaginario cinematografico. E un ideale punto d’arrivo della passione che può unire film e spettatori, e che racconta, sul piano dell’immaginario, del passaggio del cinema da dispositivo tecnologico a dispositivo sociale, da pratica industriale a prassi culturale ed emozionale.

In dettaglio, la mostra prende le mosse raccontando, nella prima sezione, del “cinema prima del cinema”, grazie a un’installazione video a quattro canali creata appositamente per la mostra e all’esposizione di numerose lanterne magiche, vetrini per lanterna e camere ottiche: “macchine della visione”, a volte semplici giocattoli, altre volte complessi meccanismi spettacolari, che non si sono limitati, dal XVII al XIX secolo, ad anticipare la logica e la tecnologia del cinema, ma hanno anche contribuito ad alimentare ulteriormente la curiosità e la passione per le immagini e la riproduzione del movimento, gettando le basi per la nascita dello spettatore cinematografico.

La seconda sezione della mostra è interamente dedicata a una selezione di tecnologia cinematografica, suddivisa nella classica “filiera” della produzione: ripresa, edizione, proiezione. In questa sezione sono esposti macchinari sia professionali sia amatoriali, italiani e stranieri, dalle origini alla metà del Novecento. L’insistenza sull’amatoriale intende approfondire il primo sviluppo del cinema “domestico”, alla portata di tutti, un fenomeno particolarmente rilevante soprattutto se osservato dall’oggi, e cioè da un contesto mediale in cui il rapporto tra individuo e tecnologia di produzione si è estremamente semplificato, invadendo il quotidiano e modificando alla radice i processi di costruzione della memoria individuale e collettiva. Ogni sezione è ulteriormente arricchita da video che, rimontando alcune sequenze tratte da film, mostrano come il cinema abbia rappresentato se stesso e, in particolare, la sua natura di “macchina”, metà industria, metà arte.

La terza sezione del percorso conduce dalla “fabbrica” del cinema al suo prodotto finito, il film, insistendo in particolare sul momento della visione. E lo fa tornando all’origine di tutto: alla  “sfida” tra Edison e Lumière, che non fu  soltanto commerciale o territoriale - Stati Uniti vs. Europa - quanto, soprattutto, culturale. Perché a opporsi furono essenzialmente due modelli di visione: da un lato quello individuale del Kinetoscopio Edison, ricostruito per la mostra, e, dall’altro, quello collettivo del cinématographe dei fratelli Lumière, destinato a vincere. Anche se, a ben vedere, il punto d’arrivo della storia sembra, in qualche modo, riportare a Edison, e cioè a un rapporto “al singolare”, privato, tra osservatore e immagini: nuove esperienze di visione ma, anche, nuovi sguardi, che il visitatore potrà sperimentare grazie a una postazione di Realtà Virtuale, con un contenuto appositamente creato per l’esposizione.

La quarta e ultima parte del percorso si concentra infine su alcune pratiche, sociali e culturali, che prolungano e “solidificano” il rapporto con il cinema: prima una piccola sezione di paratesti cartacei, che testimoniano di altre forme di passione come la cinefilia delle riviste e il divismo, e di rielaborazione dell’esperienza cinematografica nella critica. Poi un’ampia selezione di oggetti provenienti dalla collezione Cine Ciak: statue, busti, action figures, modellini, diorami, 3D recreations, giocattoli, manifesti, costumi, movie props, memorabilia, gadget e altro ancora, riferiti tanto ad alcuni film del passato quanto a blockbuster contemporanei, da Star Wars a Harry Potter, da Superman a Spiderman. Questo tipo di collezionismo è una pratica culturale che nasce con il cinema e che trova una delle sue spinte nel potente fascino esercitato dall’immaginario filmico, dai suoi personaggi e dai suoi racconti. Un desiderio di contatto con “pezzi” della cultura popolare che ha conosciuto, in anni recenti, uno sviluppo straordinario, anche grazie a un’offerta sempre più vasta e sofisticata di merchandising cinematografico. Ma l’attuale popolarità del collezionismo non è certo una semplice questione industriale: racconta, al contrario, del potere di fascinazione del cinema, dei suoi miti e delle sue icone, un potere antico e ancora intatto. E di un desiderio altrettanto originario: quello di far uscire dalla bidimensionalità dello schermo i personaggi che abbiamo amato, di dare loro corpo per poterli toccare e tenere con noi, vicini a noi. Per certi versi, un altro modo di guardare un film.

Dal punto di vista dell’allestimento, la mostra punta a immergere lo spettatore in una situazione ricca non soltanto di contenuti ma anche di stimoli visivi, audiovisivi e sonori, anche grazie al ricorso a installazioni video, contenuti in Realtà Virtuale, proiezioni cinematografiche e olografiche, come quella che accoglie il visitatore e che vede protagonista l’attore Stefano Annoni.

Per tutte le altre informazioni sulla mostra:

web:  http://www.genovacreativa.it/
facebook: https://www.facebook.com/cinepassioni/
tel: 010 5574836