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I film più attesi del 2014 per i Cahiers

Nell’ultimo numero di gennaio, il 696, i «Cahiers du cinéma» hanno compilato una lista dei film più attesi del 2014 (considerati da un punto di vista quasi esclusivamente francese): undici film realizzati da registi giovani e promettenti, con la significativa eccezione di Aleksandr Sokurov, Rabah Ameur-Zaïmeche e Hong Sangsoo (e in precedenza la rivista si era già soffermata sui nuovi lavori di Assayas e Nuri Bilge Ceylan). Ecco i titoli:

Francofonia di Alexandre Sokourov
Dopo L’arca russa, piano sequenza di 96 minuti all’interno dell’Hermitage di San Pietroburgo, Sokurov torna a girare in un museo, questa volta il Louvre di Parigi, con un saggio cinematografico («una fiction recitata su un soggetto storico», come l’ha definita) dedicata alla relazione tra il conte Franziskus Wolff Metternich e Jacques Jaujard.

Bird People di Pascale Ferran
Già annunciato lo scorso anno per Cannes, poi saltato per ritardi nella produzione, il film è una storia «molto contemporanea», nelle parole della sua regista, che segue la vicenda di un viaggiatore americano che, giunto in un aeroporto francese, getta via i documenti e ricomincia a una nuova vita.

La Chambre bleue di Mathieu Amalric
Amalric torna dietro la macchina da presa, dopo il bellissimo Tournée (2010), per adattare La camera azzurra di Simenon. Il film sarà molto probabilmente presentato a Cannes.

Love is Strange di Ira Sachs
Dal sito del Sundande Film Festival, dove il film sarà presentato tra pochi giorni: «Dopo 39 anni insieme, Ben e George procedono finalmente al taglio della cravatta durante un’idillica cerimonia nuziale a Lower Manhattan. Ma quanto la notizia del matrimonio giunge nella scuola cattolica dove George insegna, l’uomo viene licenziato e la coppia si trova improvvisamente senza mezzi per vivere a New York». Diretto da Ira Sachs, vincitore della sezione Panorama alla Berlinale 2012 con Keep the Lights On, e interpretato da Alfred Molina, John Lithgow e Marisa Tomei.

Eden di Mia Hanse-Løve
Il nuovo film della più promettente (e pure un po’ pompata) autrice francese, già regista dei notevoli Tout est pardonnée (2007), Il padre dei miei figli (2009) e Un amore di gioventù (2011), è dedicato alla scena musicale elettronica della Parigi anni ’90. Una storia, a quanto pare, di ribellione giovanile e garage band, che avrà come protagonista l’ormai onnipresente Greta Gerwig.

Mange tes morts di Jean-Charles Hue
Dopo La BM du Seigneur (2010) il regista e artista francese Jean-Charle Hue si rimette al lavoro seguendo la vita sulla strada di una famiglia normanna. Produce la Capricci Films del capolavoro di Alber Serra Historia de la meva mort

Histoire de Judas Iscariote di Rabah Ameur-Zaïmeche
Il nuovo film del regista algerino (autore nel 2006 dello straordinario Bled Number One), prodotto da Arte, propone un’originale lettura del rapporto tra Giuda Iscariota e Gesù.

Le Chagrin des oiseaux di Abderrahmane Sissako
Il ritorno al cinema del grande regista mauritano, che non gira un lungometraggio dal lontano 2006 di Bamako, indimenticabile processo al mondo capitalista da parte dell’Africa colonizzata.

Vincent di Thomas Salvador
L’esordio nel lungometraggio di un regista di corti presentati alla Quinzaine e a Rotterdam, racconta la storia la strana storia di un la cui forza e i cui riflessi si decuplicano a contatto con l’acqua.

Indivision di Leïla Kilani
Il secondo film della giovane regista marocchina, esordiente nel 2011 con Sur les planches.

Sans titre di Hong Sang-soo
Il nuovo film del regista coreano, l’ennessimo per un autore che ormai ci ha abituato a un minimo di due film l’anno.