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Il 31° Torino Film Festival

È stato svelato il programma della trentunesima edizione del Torino Film Festival diretto da Paolo Virzì, in programma nel capoluogo sabaudo dal 22 al 30 novembre. Cineforum.it seguirà giornalmente la rassegna torinese e, come già in occasione di Venezia 70, sul nostro sito sarà presente uno speciale che raccoglierà i contributi dei collaboratori presenti al festival.

Fra i 185 titoli selezionati – su un complesso di oltre 4000 film (il programma è consultabile qui) – 46 saranno le anteprime mondiali e 62 quelle italiane. Per quel che riguarda il Concorso, costituito solo da opere prime e seconde – e sottoposto alle valutazioni della giuria presieduta da Guillermo Arriaga – interessanti sono lo statunitense Blue Ruin di Jeremy Saulnier, passato a Cannes a maggio di quest’anno; Pelo Malo della venezuelana Mariana Rondón vincitore del Festival di San Sebastián; i tre francesi (la nazione più rappresentata) Vandal di Hélier Cisterne, La bataille de Solferino di Justine Triet e 2 automnes 3 hivers di Sébastien Betbeder; ma anche il film storico giapponese Sensô to hitori no onna di Junichi Inoue; l’altro statunitense Kyle Patrick Alvarez con C.O.G. tratto da un racconto di David Sedaris; i due italiani: l’esordio di Pif La mafia uccide solo d’estate e il documentario Il treno va a Mosca di Federico Ferrone e Michele Manzolini.

In Festa Mobile, il mega-contenitore di tutto ciò che sta fuori concorso, si segnalano i film di apertura e chiusura, Last Vegas di Jon Turteltaub e Grand Piano dello spagnolo Eugenio Mira, ma anche tre opere d’eccellenza che giungono direttamente da Cannes come All Is Lost di J.C. Chandor con uno strepitoso Robert Redford, l’ultima fatica dei fratelli Coen Inside Llewyn Davis e Only Lovers Left Alive di Jim Jarmusch. Inoltre Enough Said di Nicole Holofcener, ultimo film (postumo) con James Gandolfini, La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati appena ultimato, l’attesa commedia di Noah Baumbach Frances Ha e Prince Avalanche di David Gordon Green remake del film islandese di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson Á annan veg, che vinse proprio il Tff nel 2011, nonché il restauro di di Fellini realizzato da CSC-Cineteca Nazionale, RTI-Gruppo Mediaset e Deluxe.

Onde omaggia il grande direttore della fotografia (spesso per Jia Zhangke) e regista hongkonghese Yu Likwai e il cinema di ricerca portoghese, ma nella selezione, ricca di opere di autori giovani e giovanissimi, troviamo Història de la meva mort l’attesissimo film di Albert Serra che ha vinto l’ultimo Festival di Locarno, Hotel de l'Univers dell’habitué Tonino De Bernardi e Cut di Christoph Girardet e Matthias Müller, solo per citare i più noti.

After Hours è il nome della sezione che fino all’anno scorso si chiamava Rapporto confidenziale. In questa rassegna di film notturni troviamo fra gli altri l’ultimo lavoro di Jodorowsky La danza de la realidad, il durissimo Caníbal di Manuel Martín Cuenca, i fantascientifici Plus One di Dennis Iliadis e LFO di Antonio Tublén, il seguito dell’horror collettivo V/H/S, V/H/S 2 e l’omaggio di Shane Meadows agli Stone Roses: The Stone Roses: Made Of Stone.

La retrospettiva di quest’anno, infine, sarà sulla New Hollywood, e cioè sui film americani dell’America che stava cambiando nel decennio fra il 1967 e il 1976. A questa prima tranche di film, che conta 36 titoli, se ne aggiungerà una seconda di circa 40 opere che verrà proposta l’anno prossimo. Testimonial della retrospettiva, e ospite d’onore del Tff 2013, sarà Elliot Gould. (l.r.)