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Niente sesso, siamo russi

Ricordate Les chansons d'amour, il musical firmato Christophe Honoré presentato in concorso a Cannes nel 2007?

Honoré aveva messo insieme un cast che più à la page non si poteva per il cinema francese del momento - tra gli altri Louis Garrel, Ludivine SagnierChiara Mastroianni, Clotilde Hesme, Grégoire Leprince-Ringuet - e, strizzando l'occhio a Jacques Demy, aveva confezionato questa tragedia musicale un po' coquette e molto bobo, che vedeva profilarsi scenari erotici e sentimentali alquanto trasversali.

Ebbene, pare (la fonte è The Hollywood Reporter) che recentemente il film sia stato diffuso da un canale televisivo russo  EvroKino e che la cosa abbia suscitato, se non le ire, almeno lo sdegno della commissione incaricata del controllo sulla comunicazione, l'informazione e i media, il temibile Roskomnadzor. Il servizio federale avrebbe infatti diffidato il canale dal ripetere la diffusione del film, giudicato improponibile per "la propaganda delle relazioni sessuali non tradizionali" formalmente interdetta da una legge recentemente varata in Russia.

Christophe Honoré ha rilasciato dichiarazioni in cui si dice preoccupato soprattutto per gli omosessuali russi e per il clima evidente benché non esplicito, nel quale sembra siano costretti a vivere sotto il regime di Putin che, nonostante avesse promesso di rivedere la legge sotto la minaccia del boicottaggio delle prossime olimpiadi invernali, non sembra aver agito in tal senso.

Come pensano di sradicare ogni traccia di "propaganda delle relazioni sessuali non tradizionali" dal cinema mondiale? Si chiede Jean-Baptiste Morain di Les Inrock. E continua: che cosa faranno del loro patrimonio cinematografico? Delle opere di Sokurov, TarkovskijEisenstein ma anche di quelle di registi minori come l'amico personale di Putin, Nikita Mikhalkov, dove ci sono numerose allusioni omossessuali. Ci si deve preparare all'epurazione delle opere di tutti i grandi artisti notoriamente omosessuali come Tchaikovski, Diaghilev, Nijinski?   (c.b.)