Igort (Igor Tuveri)

5 è il numero perfetto

Si ha l’impressione di veder scorrere sullo schermo un graphic novel, più che di veder proiettare un film, nel guardare 5 è il numero perfetto, film d’apertura delle Giornate degli Autori, da domani in sala, ed esordio alla regia del fumettista IgorT, nome d’arte di Igor Tuveri. Forse  non avrebbe potuto essere altrimenti. La macchina da presa, più che le leggi del cinema (pur Igort avendo ben in mente un certo numero di generi), segue quelle del fumetto, in un lungo e lento “srotolarsi” di un “disegno” dopo l’altro.

Ogni inquadratura potrebbe essere tranquillamente sostituita da una tavola: a ogni campo medio o lungo di caratterizzazione dell’ambientazione, corrisponde sempre, a breve, un piano più ravvicinato, un’indagine del dettaglio. Particolari che, al pari dell’introduzione di un nuovo personaggio, come vuole la narrazione fumettistica, non sono mai casuali, ma al contrario sempre rivelazione di un indizio, di un’azione a seguire.

In una vicenda di vendetta e tradimento, ambientata nella Napoli anni ’70 della “famiglia” camorrista, un mondo paradossale tra armi e reminiscenze religiose imperanti, il dipanarsi della storia è lineare e costante: come una lenta immersione, come una pagina che segue a un’altra pagina, frammentata da qualche breve flashback, sempre necessariamente innescato dall’osservazione di uno specifico oggetto e non di particolare rilevanza ai fini della vicenda centrale…

I richiami al fumetto sono in realtà ovunque nel film: le prive di presenze umane (la sola scena con degli estranei in campo è quella della processione, che però il protagonista attraversa come in sogno); la caratterizzazione dei personaggi attraverso tratti fisici definiti (la gobba, il naso aquilino); la scelta cromatica irrealista e contrastata tra luci e ombre; la stessa divisione del racconto in cinque capitoli, ciascuno dei quali seguito da una breve scena dai toni anti-realistici (la settimana enigmistica, la barchetta di carta); o ancora la separazione dello schermo in tre riquadri, al pari di una striscia.

Versione ironica e volutamente fantastica di una storia di camorra, 5 è il numero perfetto traspone il graphic novel al cinema rubadovi infiniti elementi: dal noir le ambientazioni deserte, buie e piovose di una Napoli fatta di vie vuote, lastricati lucidi e ombre che si allungano sui muri; dall’hard-boiled le sparatorie, le grandi ville illuminate da colpi di proiettile; dal western la rappresentazione di una morte dignitosa e soprattutto, infine, l’idea principale del duello decisivo (su un tetto, con l’insegna Campari posta tra il protagonista Peppino Lo Cicero di Toni Servillo e il suo nemico don Lava, interpretato da Gigio Morra), messo in scena con uno stile pacato e dialettico, richiamando inevitabilmente l’universo di segni e umori di Sergio Leone…

IL FILM

Igort (Igor Tuveri)
Italia, 2019, 100'
Sceneggiatura:
Igort
Fotografia:
Nicolaj Bruel
Montaggio:
Walter Fasano, Esmeralda Calabria
Cast:
Vincenzo Nemolato, Valeria Golino, Toni Servillo, Rocco Giordano, Nello Mascia, Mimmo Borrelli, Marcello Romolo, Manuela Lamanna, Lorenzo Lancellotti, Igort, Iaia Forte, Giovanni Ludeno, Gigio Morra, Emanuele Valenti, Carlo Buccirosso, Angelo Curti
Produzione:
Jean Vigo Italia, Propaganda Italia, Rai CInema
Distribuzione:
01 Distribution

Peppino Lo Cicero, guappo e sicario in pensione, torna in pista dopo l’omicidio di suo figlio. Questo avvenimento tragico innesca una serie di azioni e reazioni violente, scintilla per cominciare una nuova vita. Un piccolo affresco napoletano nell’Italia anni Settanta. Una storia di amicizia, vendetta e tradimento, e in fondo, di una seconda opportunità e di una rinascita.




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