Laurent Cantet

Adolescenti "selvagge"

L'adolescenza continua ad affascinare Laurent Cantet, come dimensione dove fermentano impulsi generosi, selvaggi e pericolosi, nutriti dal sogno di cambiare il mondo ed esposti al rischio di combustione.

Dopo il trionfo della Classe (2008), Cantet ha abbandonato la Francia contemporanea e ha voluto girare il suo settimo film in Ontario, ispirandosi ad un romanzo della prolifica Joyce Carol Oates, Foxfire. Confessions of a Girl Gang (1993, ed. it. Ragazze cattive, Net), da cui nel 1996 fu già tratto un film mediocre di Annette Heywood-Carter, che tradiva proprio due elementi originali della storia: l'ambientazione ai tempi di Eisenhower e l'estrazione sottoproletaria delle protagoniste.

Un gruppo di ragazze di un'imprecisata cittadina di provincia a nord di New York, nel 1955 si ribellano contro il maschilismo, i soprusi, le abiezioni degli adulti e addirittura l'American way of life, fondando una setta segreta (Foxfire, appunto) sotto la guida di una leader carismatica, Legs (l'affilata e intensa Raven Adamson, non professionista come quasi l'intero cast). Orfana di madre e trascurata da un padre alcolizzato, la ragazza rimane colpita dall'idealismo marxista di padre Theriault, un vecchio prete-clochard, e guida le amiche in un crescendo di proteste e rappresaglie che la porteranno al correzionale. Una volta uscita, riesce ad organizzare una sorta di comune bucolica, ma il gruppo, pressato dalle esigenze della sussistenza, scivolerà in una deriva che dai piccoli furti degenererà nelle rapine a uomini adescati, fino ad un rapimento dalle tragiche conseguenze.

Come nel romanzo, l'angolazione del racconto (in flashback) coincide col punto di vista di Maddy, amica del cuore di Legs e "intellettuale" del gruppo, la prima che ne presagisce la catastrofe e se ne allontana. Anziché seguire le intermittenze della sua memoria, Cantet e lo sceneggiatore Robin Campillo (anche montatore) hanno quasi sempre preferito una tradizionale linearità cronologica, privilegiando il “romanzo d'iniziazione”. Suggerendo le contraddizioni dell'epoca anche con la musica (i brani originali di Timber Timbre alternati alle canzoni mielose e al rock aspro dell'epoca), il regista ha ricostruito con accuratezza iconografica la provincia statunitense degli anni '50 basandosi sulle fotografie di Bruce Davidson dedicate alle bande di adolescenti di Brooklyn, sul libro fotografico di Joseph Sterling The Age of Adolescence (1959-1964) e soprattutto sul saggio di Howard Zinn Storia del popolo americano.

Il realismo di Cantet, che a tratti sfiora il documentario, rifiuta la mitologia di quel periodo per ricondurlo ad una realtà ingrata di sperequazioni sociali, oscurantismo, violenza psicologica e fisica, razzismo (cui non sono immuni nemmeno le Foxfire, che rifiutano quasi tutte l'affiliazione di una nera). Sembra però mancare al film qualche lampo di follia, che rimane fin troppo trattenuta in alcune sequenze (la 'profanazione' della lussuosa camera da letto dei genitori di Mariane).

 

IL FILM

Foxfire
Laurent Cantet
Francia, 2012, 143'
Sceneggiatura:
Robin Campillo, Laurent Cantet
Fotografia:
Pierre Milon
Montaggio:
Stephanie Leger, Sophie Reine, Robin Campillo
Cast:
Raven Adamson, Rachael Nyhuus, Paige Moyles, Madeleine Bisson, Lindsay Rolland-Mills, Katie Coseni, Claire Mazerolle, Alexandria Ferguson
Produzione:
Canal+, Artificial Eye, Alliance Films, Foxfire Productions, France 2 Cinéma, France Ciné Cinéma, Haut et Court
Distribuzione:
Teodora

Stato di New York, anni Cinquanta. Legs è un’adolescente ribelle che rifiuta le umiliazioni e le ingiustizie che una società oppressiva e maschilista la costringe a subire. Decide così di fondare una gang di sole ragazze che, come lei, vogliono rompere il muro che le circonda. In un crescendo di azioni illegali, le ragazze finiscono per isolarsi in una comunità solidale in cui non esitano a formarsi tensioni e divergenze. Di fronte all’ultima loro estrema azione ogni ragazza sarà però costretta a prendere definitivamente la propria strada.




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