Vanessa Filho

Angel Face

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Quante volte abbiamo visto sullo schermo padri e madri incapaci di assumersi il proprio ruolo di genitori e figli lasciati in balia di se stessi. Il film opera prima di Vanessa Filho, presentato al Certain regard di Cannes, ne è un esempio. Una storia sul rapporto madre-figlia vista e rivista: una madre snaturata e una figlia abbandonata che si ritrova a crescere da sola e troppo in fretta.

Sono Marlène, che ha il volto da eterna adolescente di Marion Cotillard, ed Elli, interpretata dalla bravissima Ayline Aksoy-Etaix. Una madre bambina e una bambina costretta a fare da madre. È lei la vera protagonista del film, lo si capisce già dal titolo: Angel Face, “faccia d'angelo”. O meglio, “muso d'angelo”, come suggerisce la traduzione dell'originale Gueule d’ange. E se è vero che in francese “faire la gueule” significa “mettere il muso”, “tenere il broncio”, ecco che abbiamo la perfetta sintesi, fisionomica e psicologica, della piccola Elli. Capelli lunghi e biondi come la madre Marlène e un faccino morbido, angelicato, appena adombrato da qualcosa che non va. Non è la madre, nella sua innocente sconsideratezza, a portare su di sé il peso della responsabilità, ma la figlia. È la maturità quell’ombra che le passa sul viso.

Una storia come tante, dicevamo. Ma quello che colpisce questa volta è l'intimità dello sguardo con cui la regista è in grado di osservare, attraverso gli occhi di una bimba, questa relazione famigliare così esclusiva e naïf. Il totale capovolgimento di ruoli madre-figlia, messo in chiaro fin dalle prime immagini, risuona nelle note rassicuranti di una ninna nanna che la piccola canta alla grande e trova spazio solo negli interstizi della loro particolarissima alchimia. La macchina da presa segue Elli mentre si fa strada nel mondo degli adulti e ne assume via via i comportamenti, finendo per assorbirne anche i vizi. I suoi boccoli dorati che ondeggiano, al ralenti, al ritmo delle luci stroboscopiche si confondono con gli strass dei vestiti da principessa della madre, unica vera star della sua misera realtà.

Lo scenario fatato di giostre e brillantini di cui va alla ricerca la piccola non è altro che il regno di Marlène, che vive la vita come un quotidiano luna park. Se la mamma gioca a fare la bambina, la figlia cerca di fare l’adulta: si mette i trucchi della mamma, la segue alle feste in discoteca, beve dai bicchieri mezzi vuoti e mette in vendita persino il primo acerbo bacio sulla guancia. Ma a un certo punto non bastano più le cartoline che Elli si manda da sola a nome della madre, non basta più nemmeno il bourbon che, goccio dopo goccio, serve a far addormentare i suoi peluches. Anche nei sogni, tra fenicotteri rosa e palloncini, Elli è sempre sola, orfana di padre, che non ha mai conosciuto, e ora anche di madre.

Ecco perché, quando incontra un altro ragazzo senza padre e più grande di lei, decide di farlo diventare la sua famiglia. E se, in questo incontro di cuori infranti – o sull’orlo di infrangersi – la morale è fin troppo esibita e la narrazione rischia di diventare didascalica, è solo perché questa storia vuole essere una metafora a lieto fine.

«Vivo nell'oceano, ho la testa tra le stelle e anch'io vorrei vedere il mondo da lassù. Le case, i giardini, vorrei un’anima bellissima. La felicità della terra e anche del cielo, la felicità della terra e anche del cielo»: sono i versi che Elli scrive per interpretare la parte più ambita nella recita scolastica, quella della sirenetta. Tra mare e cielo, aria e acqua, l’unione dei due elementi naturali si realizza nel momento in cui le due metà spezzate vengono a completarsi. E l’angelo può finalmente spiegare le ali.

Angel Face
Francia, 2018,
Titolo originale:
Gueule d'ange
Regia:
Vanessa Filho
Sceneggiatura:
con la collaborazione di François Pirot, Diastème, Vanessa Filho
Fotografia:
Guillaume Schiffman
Montaggio:
Sophie Reine
Musica:
Audrey Ismael, Olivier Coursier
Cast:
Alban Lenoir, Amèlie Daure, Ayline Aksoy-Etaix, Marion Cotillard, Stéphane Rideau
Produzione:
Mars Films, Moana Films, My Unity Production, Van Vuong Group, Windy production
Distribuzione:
Sun Film Group

Elli, 8 anni, e sua madre Marlène vivono in un piccola città nei pressi della Costa Azzurra, dove si comportano in modo strano per alleviare la noia e nascondersi dai servizi sociali. Quando Marlène cede all’ennesima notte di eccessi, sceglie di abbandonare Elli per un uomo che ha da poco incontrato. La piccola bambina deve confrontarsi con i demoni della madre per riaverla con sé.

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