Doug Liman

Barry Seal - Una storia americana

Nel 1991, con Doublecrossed, il regista televisivo Roger Young propose per la TV via cavo una drammatizzazione della vera storia di Barry Seal, abile pilota – sul piccolo schermo con il volto del ruvido Dennis Hopper – che pochi anni prima si era prestato come corriere della droga per il cartello di Madellín, poi dopo l’arresto era diventato informatore per le autorità statunitensi proprio contro i narcos colombiani e, infine, probabilmente coinvolto come gregario al soldo della Cia.

Diversi anni più tardi, ci sono voluti il volto di Tom Cruise e la macchina da presa di Doug Liman – che di Roger Young doveva già conoscere il primigenio The Bourne Identity (1988), visto il suo remake cinematografico del 2002 – per riportare in vita una vicenda così rocambolesca, sfruttando scaltramente il fenomeno à la mode delle storie criminali di narcotraffico e di intrighi di potere, con una furba strizzata d’occhio al fascino del vintage (cui contribuiscono fortemente la scelta musicale e una fotografia spesso acida, contrastata, analogica).

Basandosi su un nuovo script di Gary Spinelli, Liman dà forma a un biopic esagitato ed affannato, sartorialmente confezionato su Cruise e fondato su ciò che è storicamente più difficile da appurare: l’effettivo coinvolgimento di Seal con l’intelligence americana come pedina nella più discussa politica reaganiana (fra cui non manca l’affaire Iran-Contras). L’asciutto pilota vestito da Cruise è per Liman un solare undercover agent che si presta come spia e corriere di droga, armi e denaro un po’ per lo Zio Sam, un po’ per i fratelli Ochoa (da cui trae mastodontici benefici economici), di ferrea tempra fisica e mentale, campione di arguzia e di scaltrezza.

Così è facile calcare la mano nel creare un contorno scenico leggero e ironico, in cui la tensione viene continuamente stemperata ma l’azione non si esaurisce mai. La macchina narrativa non perde mai il passo iperattivo del suo protagonista, generando un’impennata ritmica studiata per non lasciare un attimo di tregua. Nell’allegro con fuoco di questa scorribanda non si contano le situazioni iperboliche, specialmente nelle sequenze aeree (accompagnate da una regia che sa sfruttare le libertà concesse dalla ripresa digitale), né si contano i personaggi inconsistenti e di contorno, divorati dai repentini cambi scenografici e temporali.

In tutto questo fracasso, però, diventa logico avere dubbi sulla bontà del racconto che, nel film, lo stesso Seal fa della propria vita, affidando le proprie confessioni a una serie di VHS. L’ascesa e la caduta del personaggio mancano di sincera presa, di chiaroscuri: la sua fortuna criminale, l’accecante sfarzo, i magheggi politici e il suo baratro sono parti indistinguibili di un grande monocorde carosello. E benché si sia sempre saldamente ancorati al protagonista, nel seguire gli eventi della sua esistenza si rimane come in apnea pur restando in superficie: l’affabile sorriso di Cruise non lascia trasparire la stanchezza e i rimpianti di un uomo che, dall’avvio della propria carriera delinquenziale fino al declino, si trova perennemente sotto scacco sia della giustizia americana sia della furia vendicativa dei cartelli.

Barry Seal - Una storia americana usa il passo sostenuto e la sagacia per celare l’effettiva incapacità (o la deliberata volontà) di assumere una posizione, anche avvertendo il pubblico di basarsi su una storia vera: ma è così importante una tale dichiarazione di intento se poi non c’è materialmente il tempo per una riflessione, un’inversione di ritmo che spinga per una (anche sbrigativa) morale?

IL FILM

American Made
Doug Liman
Usa, 2017, 115'
Sceneggiatura:
Gary Spinelli
Fotografia:
César Charlone
Montaggio:
Dylan Tichenor, Andrew Mondshein
Musica:
Christophe Beck
Cast:
Tom Cruise, Jayma Mays, Domhnall Gleeson, Connor Trinneer, Caleb Landry Jones, Benito Martinez
Produzione:
Vendian Entertainment, Quadrant Pictures, Imagine Entertainment, Cross Creek Pictures
Distribuzione:
Universal Pictures

Basato sulla storia vera del pilota americano Barry Seal. Licenziato dalla compagnia di volo per cui lavora, Barry Seal viene reclutato dalla CIA per una rischiosa operazione sotto copertura. L'ex pilota di linea si reinventa trafficante d'armi per il governo, trafficante di cocaina per il cartello di Medellìn e poi informatore per la DEA. 




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