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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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Ryan Coogler

Black Panther

Primo film interamente black della Marvel, Black Panther vede la luce, dopo una lunghissima gestazione, in un momento storico particolarmente delicato. Mentre il lascito all’insegna del progressismo di Barack Obama sembra ormai un lontano ricordo, la presidenza Trump non fa che fomentare episodi di discriminazione razziale nei confronti degli afroamericani, e contribuisce ad accendere le manifestazioni di violenza da parte dei suprematisti bianchi e certe frange fascistoidi insite nelle forze dell’ordine. Allo stesso tempo, però, Hollywood non è mai stata così attenta alla causa nera, schierandosi apertamente in suo favore: a pensarci bene, solo negli ultimi due anni ha prodotto più film a tematica black di rilievo che in tutti i precedenti quindici-vent’anni. 

Registi e registe di colore sono diventati i portavoce di un risveglio delle coscienze urgente e necessario, e un film come Black Panther finisce per allinearsi a quanto fatto di recente da film a loro modo militanti come Mudbound, Get Out – Scappa, Moonlight, Selma, per citare alcuni titoli diretti da registi afroamericani, ma anche Loving e Detroit, che portano la firma di autori come Bigelow e Nichols che neri non sono. Sarebbe impossibile, quindi, guardare a Black Panther senza chiamare in causa il suo valore altamente politico. Il che, da un certo punto di vista, è un bene perché conferisce al film di Ryan Coogler (Prossima fermata Fruitvale Station e Creed – Nato per combattere) un innegabile valore umano e sociale, anche se, contemporaneamente, presuppone un inevitabile, e innegabile, vena di moralismo e prevedibilità. 

Introdotto due anni fa all’interno di Captain America: Civil War, il personaggio di Black Panther, alias il principe T’Challa del fittizio stato africano del Wakanda, è l’incarnazione di un’utopia. Mentre l’Occidente si arroga il titolo di società più evoluta del mondo e il continente africano che conosciamo paga le conseguenze di uno sfruttamento impietoso delle proprie risorse, un microstato futuristico dedito alla non-violenza, collocato da qualche parte al confine tra Somalia, Kenya ed Etiopia, è riuscito, grazie ai suoi inesauribili giacimenti di vibranio, a vivere in gran segreto ai margini delle relazioni geopolitiche internazionali tra Paesi. Ma si sa, potere e ricchezza fanno gola a molti e T’Challa (Chadwick Boseman), attraverso una serie di rivelazioni e interferenze provenienti dal mondo esterno, con implicazioni tipicamente scespiriane, si troverà a fare i conti con il passato della sua famiglia e un cugino mercenario che reclama la sua parte, col rischio di compromettere il trono e l’isolazionismo pacifico del Wakanda. 

Al di là delle intenzioni, di buono, in Black Panther, c’è un côté antropologico e sciamanico visionario e accattivante, fatto di intermezzi onirici che riescono a evocare le epifanie di Nastassja Kinski in Il bacio della pantera. E tutto il contesto esotico si lascia ammirare nel complesso per la sua novità all’interno dell’universo Marvel. Anche l’incipit, ambientato in un tipico paesaggio urbano di periferia tra reminiscenze blaxploitation e militanza politica anni Sessanta delle Pantere nere, lascia ben sperare. Non dimentichiamo, in fondo, che Stan Lee, che compare in un piacevole cammeo in un casinò di Seul, ha creato il personaggio nel 1966, lo stesso anno in cui Huey Percy Newton e Bobby Seale fondarono la celebre organizzazione rivoluzionaria. 

Peccato che il film di Coogler manchi della stessa forza iconoclasta del BPP e, superato lo straniamento iniziale generato da presupposti assai bizzarri, costumi surreali e situazioni belliche esotiche spiazzanti, evolva seguendo un impianto già perfettamente rodato che non riserva nessuna particolare sorpresa. Al termine dei titoli di coda, un cammeo di Winter Soldier ci prepara all’imminente Avengers: Infinity War.

IL FILM

Black Panther
Ryan Coogler
USA, 2018, 134'
Sceneggiatura:
Joe Robert Cole, Ryan Coogler
Fotografia:
Rachel Morrison
Montaggio:
Claudia Castello, Michael P. Shawver
Musica:
Ludwig Göransson
Cast:
Andy Serkis, Angela Bassett, Chadwick Boseman, Danai Jekesai Gurira, Daniel Kaluuya, Forest Whitaker, Lupita Nyong'o, Martin Freeman, Michael B. Jordan, Sterling K. Brown
Produzione:
Marvel Studios, Walt Disney Pictures
Distribuzione:
Walt Disney Studios Motion Pictures

Tornato a casa dopo la morte di suo padre, T'Challa sale al trono come nuovo re del Wakanda. Tuttavia, quando due nemici si alleano per detronizzarlo, T'Challa è costretto a indossare le vesti di Pantera Nera e allearsi con la CIA e le Dora Milaje, le forze speciali del Wakanda, per salvare il suo paese e il mondo intero.




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