Quentin Tarantino

C'era una volta a... Hollywood

C’è un nesso fra le file interminabili che hanno fatto da corredo alle proiezioni dell’ultimo film di Tarantino al Festival di Cannes dello scorso maggio e i contenuti di C’era una volta… a Hollywood, nel segno del cinema e del suo potere.

In epoca di intermedialità diffusa e di volatilizzazione dei contenuti, Tarantino rimane fieramente aggrappato al cinema e alla sua materialità: attori, provini, set cinematografici, studi di produzione, sale di proiezione. Le stesse, insistenti preghiere rivolte ai critici circa la necessità/opportunità di non rivelare il finale rimanda a un’epoca passata, nella quale lo spettatore in sala era depositario di un sapere, circa il film e i suoi contenuti, esclusivo ed elitario. Quanto più i film finiscono nel frullatore della multimedialità, triturati da svariate

esigenze di promozione, fruizione e rimediazione, tanto più Tarantino si sforza di innalzare una trincea a difesa di quello che il cinema è stato e potrebbe continuare ad essere. Per farlo, è necessario però guardare indietro, al passato, evocando una dimensione spazio-temporale quasi magica, come evidenzia il titolo, dove sia ancora possibile celebrare la favola della sua magniloquenza e onnipotenza.

Anche in questo caso, come già in Bastardi senza gloria, per essere credibile questa favola deve incontrare la Storia e mescolarsi a essa. Qui lo fa in maniera più diretta e pertinente, poiché siamo non solo nella terra d’elezione del cinema, Hollywood, ma anche in una congiuntura storica particolare, quella del suo declino, alla fine degli anni Sessanta. I due protagonisti – Rick, una star di telefilm il cui approdo al grande schermo non ha dato gli esiti sperati e Cliff, la sua controfigura, che nel frattempo è stata riciclata come autista e tuttofare – sono, simili a Gloria Swanson in Sunset Boulevard, emblemi di un mondo che si sta lentamente sgretolando sotto i colpi dell’evoluzione culturale e sociale. I loro incontri – da un produttore che spiega a Rick perché i western ora non si girano più a Hollywood ma in Italia sino a una comunità di ragazze stordite dalle droghe e dal libero amore – rappresentano altrettante tappe sulla strada della marginalità, del declino e dell’anacronismo.

Per Tarantino, il riscatto può avvenire soltanto sul piano della riscrittura della Storia, depositaria di un’autenticità al contatto con la quale la finzione hollywoodiana ritrova improvvisamente una sua ragione d’essere. In modo ancora più lucido che in Bastardi senza gloria, viene così a essere spazzata via ogni pretesa di attendibilità del cinema agli eventi documentati, alla verità dei manuali e delle cronache, in favore di un potere di affabulazione immaginaria che non conosce confini.

Sì, i western ora si girano in Italia; ma Hollywood rimane pur sempre la terra di mezzo del cinema, luogo di metamorfosi magiche e magicamente noncuranti della Storia, dove due perdenti possono improvvisamente ritrovare la foggia e le forme dell’eroismo maschile.

IL FILM

Once Upon a Time in... Hollywood
Quentin Tarantino
Usa-Regno Unito, 2019, 145'
Sceneggiatura:
Quentin Tarantino
Fotografia:
Robert Richardson
Montaggio:
Fred Raskin
Cast:
Zoë Bell, Timothy Olyphant, Michael Madsen, Margot Robbie, Luke Perry, Luke Perry, Leonardo DiCaprio, Kurt Russell, Emile Hirsch, Damian Lewis, Dakota Fanning, Brad Pitt, Al Pacino
Produzione:
Heyday Films, Sony Pictures Entertainment (SPE)
Distribuzione:
Sony Pictures Italia/Warner Bros. Italia

Rick Dalton è un attore con alle spalle il successo arrivato grazie a una serie televisiva western degli anni Cinquanta e una serie di film azzeccati: ora, però, teme che la sua carriera possa essere arrivata al capolinea. Al suo fianco c'è sempre Cliff Booth, che è qualcosa di più del suo stuntman: è anche un autista, un assistente factotum, anche il suo unico vero amico. Cliff fa fatica a trovare nuovi lavori, dopo che si è diffusa la voce che sia stato lui a uccidere la moglie. Cliff abita in un roulotte assieme al suo pibull, ma passa buona parte del suo tempo a casa di Rick, che si trova in Cielo Drive, sulle colline di Bel-Air: una villa a fianco di quella da poco presa in affitto dal regista Roman Polanski e da sua moglie Sharon Tate...




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