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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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Dani de la Torre

Desconocido - Resa dei conti

Lo spunto (una persona reagisce con metodi, diciamo così, non ortodossi nei confronti di funzionari che, nascondendosi dietro obblighi e procedure burocratiche, avevano negato l’aiuto richiesto o provocato danni senza pagare le conseguenze) in questi anni è diventato ricorrente ed è riflesso di una generale crisi di fiducia nel capitalismo finanziario e nel tipo di relazioni sociali impersonali che esso determina.

Alla scorsa Mostra di Venezia, dove Desconocido - Resa dei conti è stato presentato in apertura delle Giornate degli autori, lo si è visto anche in El monstruo de mil cabezas di Rodrigo Plá e nella stessa Spagna in una commedia teatrale che da qualche anno ha grande successo  (El crédito di Jordi Galcerán).


L’uso che Desconocido - Resa dei conti fa dello spunto è ben diverso, certamente meno originale di quello di Plá. Dani de la Torre lo utilizza sostanzialmente come un semplice pretesto che serve a dare il via alla storia. Questa procede poi per conto proprio, obbedendo alle regole “di genere” del cinema d’azione. Da questo punto di vista, non c’è (quasi) nulla da eccepire: il film scorre veloce, tra tensione, esplosioni, corse contro il tempo e costante agitazione dei personaggi.

Si direbbe che il gioco funziona fintantoché non vuol far credere che debba essere preso sul serio come un’analisi della contemporaneità e della sua crisi di valori autentici. Quando invece cerca di dare “profondità” ai personaggi e alla situazione, il film cade in sottolineature eccessive (i figli che rimproverano il padre per la sua assenza) e scrittura manichea.

La parte finale, con l’accento sui valori ritrovati, è allora una appendice che si può in fondo ignorare. L’adrenalinico svolgersi della vicenda garantisce invece una buona dose di “divertimento” e conferma la buona attitudine che gli spagnoli hanno dimostrato nell’ultimo decennio nel recuperare i meccanismi dei “generi” applicandoli al di fuori dal contesto americano (in Italia, l’equivalente di produzioni come questa si trova in alcuni film dei Manetti e in poco altro).

IL FILM

El desconocido
Dani de la Torre
Spagna, 2015, 102'
Sceneggiatura:
Alberto Marini
Fotografia:
Josu Inchaustegui
Montaggio:
Jorge Coira
Musica:
Manuel Riveiro
Cast:
Abel Valis, Antonio Mourelos, Armando García Fernández, Braulio Vilches, Camila Bossa, Carlos B. Rodríguez, Carolina Vázquez, César Díaz Capilla, Daniel Currás, Elvira Mínguez, Emi Caínzos Sánchez, Fernando Cayo, Fran Peleteiro, Goya Toledo, Javier Gutiérrez, Luis Tosar, Luis Zahera, Manuel Menárguez, Marco Sanz, María Mera, Mateo González, Paqui Horcajo, Paula del Río, Pedro Alonso, Ricardo de Barreiro, Rubén de Marina, Xavier Estévez, Xosé Barato, Yolanda Muiños, Ángel Amorós
Produzione:
Atresmedia Cine, La Ferme! Productions, Televisión de Galicia (TVG) S.A.
Distribuzione:
Satine Noir

Carlos, un direttore di banca ambizioso e spregiudicato che ha frodato i suoi clienti con investimenti fallimentari, finisce per ritrovarsi vittima di un ricatto senza apparente via d’uscita. Una telefonata anonima e inattesa trasformerà la sua giornata, iniziata nella normale routine quotidiana e familiare, in una folle corsa contro il tempo e contro un nemico invisibile che rivuole i suoi soldi, fino all’ultimo centesimo.




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