Rob Marshall

Gli effetti collaterali dei desideri

La trasposizione del musical di Broadway del 1987 avrebbe dovuto esser realizzata negli anni ’90 dalla Columbia: è giunta sugli schermi nel 2014, dopo che la Disney se n’è appropriata affidandone la regia al coreografo Rob Marshall (che, in quanto a regie di musical, era passato dalla fortuna di Chicago al fiasco di Nine). Di fondo, Into the woods è un crossover di quattro fiabe popolari (Cappuccetto rosso, Cenerentola, Raperonzolo, Jack e la pianta di fagioli) abbondantemente sfruttate al cinema (in particolare dalla Disney). Il più recente adattamento cinematografico dell’ultima fiaba è Il cacciatore di giganti di Bryan Singer, del 2013.

Negli anni ’80 poteva essere piuttosto originale l’idea di incrociare nella medesima opera personaggi appartenenti ad universi limitrofi. Ma ormai, specie nel cinema fantastico, lo strumento è abusato: è stato adottato proprio in ambito fiabesco anche dalla televisione (la serie Once upon a time, del 2011).

Se il ritardo con cui il musical giunge al cinema ne compromette almeno in parte l’originalità, Into the woods va comunque al di là del semplice crossover: a metà vicenda, quando l’intreccio sembra sciogliersi con il classico lieto fine, cambia radicalmente volto. Se alla prima parte non manca qualche tocco di ironia (insufficiente a riscattarne la tediosità), la seconda scompagina tutto: l’intreccio è lungi dall’essere sciolto, i desideri, in apparenza felicemente realizzati, hanno molti nodi rimasti intrecciati. Occorre aspettare oltre un’ora, ma è da questo momento che l’opera cala le sue carte.

Into the woods demistifica le fiabe popolari come percepite nell’immaginario collettivo, specie a causa degli adattamenti Disney, che in nome del lieto fine e della realizzazione dei desideri ne hanno appiattito i risvolti più complessi e oscuri. Veri e propri miti moderni, rimasticati nelle più diverse forme, le fiabe al cinema si son fatte ultimamente meno solari anche in casa Disney: ma il quid di Into the woods è svelare come la realizzazione dei desideri individuali lasci una scia di conseguenze imponderabili, di effetti e danni collaterali per sé e per la collettività. Per mettere a posto le cose, occorre abdicare al proprio egoismo. Non solamente Cenerentola si accorge che sogno e realtà non corrispondono (il suo istinto di fuga era un’inconscia premonizione?): per tutti il bosco, catalizzatore dei desideri, diventa una selva minacciosa che sottrae vite e scompagina destini. Per ritrovare la strada occorre smettere di pensare al proprio orticello, riconoscendo importanza alla solidarietà. Non un messaggio da poco di questi tempi, per un musical.

Peccato per quella prima parte irrisolta e stucchevole, interminabile e d’altro canto sin troppo presciolosa, come nell’episodio di Cappuccetto rosso (imbarazzante il lupo di un Johnny Depp parodia di se stesso). E peccato soprattutto per la regia di Marshall, lontana dalla rutilante ebbrezza di Chicago, assestata con pigrizia su una stanca mediocrità, priva di idee di messinscena in grado di far vivere il film di vita propria. Unica idea autenticamente cinematografica è la scelta di non mostrare mai in una singola inquadratura, nella seconda parte, il totale della gigantessa, per suggerirne la mole esorbitante. Un po’ poco.

Il film, in sé, è opera modesta e tutt’altro che memorabile: i suoi meriti sono ascrivibili principalmente allo script di James Lapine, autore delle liriche anche del musical, oltre a qualche buona interpretazione. Prima fra tutte, infallibilmente, quella di Meryl Streep

IL FILM

id.
Rob Marshall
Stati Uniti, 2014, 125'
Sceneggiatura:
Stephen Sondheim, James Lapine
Fotografia:
Dion Beebe
Montaggio:
Wyatt Smith
Musica:
Stephen Sondheim
Cast:
Lucy Punch, Tammy Blanchard, Christine Baranski, Emily Blunt, James Corden, Daniel Huttlestone, Anna Kendrick
Produzione:
Lucamar Productions, Walt Disney, Lucamar Productions
Distribuzione:
Walt Disney, Lucamar Productions

Rivisitazione in chiave moderna delle più amate fiabe dei fratelli Grimm, in cui si intrecciano le trame di alcuni racconti, per esplorare le conseguenze delle avventure e dei desideri dei personaggi. 




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