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Benoît Delépine, Gustave Kervern

Imprevisti digitali

Non è sempre facile trattare al cinema il tema della comunicazione digitale e dei possibili danni collaterali di internet. Molti autori ci hanno provato: da The Social Network di Fincher a Pulse di Kiyoshi Kurosawa passando per Lo and Behold di Herzog e Disconnect di Rubin, il tentativo è sempre stato quello di analizzare una delle caratteristiche del mondo del web provando a coglierne gli aspetti problematici e le conseguenti ricadute sociali. Solitamente la direzione che questi film intraprendono, seppur con stili e sensibilità differenti, è quella dell’artificiosità dei rapporti telematici, descritti come falsi, disumanizzanti e talvolta pericolosi (soprattutto per le nuove generazioni che si lasciano facilmente irretire nelle maglie della social-comunicazione).

Da questo punto di vista, Imprevisti digitali di Benoit Délepine e Gustave Kervern si muove in una direzione opposta (ma complementare). Il film racconta con i toni riflessivi della commedia francese la vita di tre vicini di casa: Marie (Blanche Gardin), Bertrand (Denis Podalydès) e Christine (Corinne Masiero). Marie è una madre disoccupata che cerca di riallacciare i legami con il proprio figlio adolescente e che, dopo una serata particolarmente movimentata, viene ricattata con un sex tape da un giovane ragazzo con il quale ha fatto l’amore; Bertrand, invece, cerca di difendere la figlia tredicenne vittima di cyberbullismo inondando Facebook di raccomandate e proteste e, nel corso della storia, si innamora della voce di una centralinista di un call-center delle Mauritius; Christine, infine, è un’autista freelance che dopo aver visto il proprio matrimonio fallire a causa della sua dipendenza dalle serie tv, tenta in tutti i modi di aumentare il proprio rating digitale ormai stabile a una stella su cinque.

In questo film, dunque, i protagonisti non sono adolescenti problematici o geni informatici in cerca di successo, bensì tre vicini di mezz’età che vivono in un qualsiasi sobborgo della provincia francese e che entrano in contatto con le insidie e i problemi del mondo digitale in maniera accidentale. I protagonisti, infatti, non conducono una vita particolarmente smart o tecnologica, ma vengono comunque intrappolati dalle insidie di internet: accettare illeggibili cookie, inserire i codici captcha, cercare di vendere il mobilio online o ottenere finanziamenti vantaggiosi sul web, solo solamente i primissimi passi iniziatici che i personaggi compiono verso un mondo che percepiscono come altro e di cui non conoscono le regole. Questo perché la loro amicizia, per quanto precaria e fragile, è fatta di strette di mano, di birre stappate, di viaggi in macchina, di favori, confidenze, abbracci e parole.

Niente social, niente e-mail o notifiche: Marie, Bertrand e Christine sono uomini e donne che pulsano di una vitalità e di un’ingenuità d’altri tempi che non emerge attraverso i tweet, ma con l’abusiva e scanzonata occupazione di una rotonda sulla principale superstrada della cittadina– magari rispolverando il vecchio gilet jaune della protesta con tanto di slogan e cartelloni.

Un altro aspetto originale del film è l’attenzione che Délepine e Kervern dedicano al tessuto socio-economico e all’estrazione proletaria dei tre vicini di casa. Marie e Bertrand, infatti, pur essendo sommersi dai debiti e non riuscendo a pagare le bollette, si lasciano comunque raggirare dai call center, dalle presunte offerte telefoniche e il mondo di internet, anziché divenire l’Eldorado dell’emancipazione economica, si trasforma in un luogo impervio e incomprensibile dove tutti sono pronti a derubarti con piccoli stratagemmi e inganni.

Lontano dall’essere uno strumento di realizzazione personale e lavorativa, il web tratteggiato in Imprevisti digitali è uno stato di natura artificiale dove il più competente, il più seguito e il più apprezzato approfitta del debole e dell’ignorante. Poco importa se nemmeno una stramba “divinità” che sfrutta l’energia eolica per produrre bitcoin riesce a risolvere il problema e aiutare i deboli: alcuni algoritmi, come sperimenteranno Marie e Bertrand sulla loro pelle, vanno oltre le buone intenzioni.

Nel complesso, il film di Délepine e Kervern è un’opera fresca e originale che sfrutta i toni comici della commedia per affrontare il vasto e complesso tema del mondo digitale partendo dalle esperienze e dai vissuti di tre vicini disfunzionali che, alla fine, tornano a comunicare nell’unico modo efficace che conoscono: senza fili.

IL FILM

Effacer L’historique
Benoît Delépine, Gustave Kervern
Francia, 2020, 106'
Sceneggiatura:
Cécile Rodolakis
Fotografia:
Hugues Poulain
Montaggio:
Stéphane Elmadjian
Cast:
Benoît Poelvoorde, Blanche Gardin, Corinne Masiero, Denis Podalydès, Michel Houellebecq, Vincent Lacoste
Produzione:
Les Films du Worso, No Money Productions
Distribuzione:
Officine Ubu

Tre vicini di casa in un sobborgo francese si ritrovano coinvolti in una serie di imprevisti causati dalla loro inettitudine nel rapportarsi alle nuove tecnologie. Marie ha paura di perdere il rispetto di suo figlio a causa di un sex tape finito online, Bertrand s’invaghisce della voce di una centralinista e cerca di proteggere la figlia dal cyber bullismo e Christine, che ha perso il marito a causa della sua dipendenza dalle serie tv, è disposta a tutto per far aumentare la sua valutazione come autista privato. I tre si lanceranno così in una battaglia contro i giganti di internet. Una battaglia ben al di fuori della loro portata... forse.




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