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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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Caroline Poggi, Jonathan Vinel

Jessica Forever

Bisogna fare un salto indietro ai cortometraggi di Caroline Poggi e Jonathan Vinel per trovare la carne del formidabile gioco d'astrazione materica che è nel cuore di Jessica Forever.

Per inquadrare adeguatamente questa storia di gioventù perduta nelle fluttuazioni distopiche di un presente quasi astratto, lobotomizzato, bisogna ricordare il brusio del coming of age di periferia raccontato dalla coppia francese in After School Knife Fight (era alla Semaine di Cannes 2017) e, ancor prima, l'ideale uccisione dei padri e delle madri messa in atto nel loro lavoro di diploma alla Femis, Notre héritage (2016).

Con questo titolo da graffito metropolitano, Jessica Forever è in sé un oggetto quasi diafano, che nelle forme di una adolescenziale distopia del presente lascia intravedere l'ipotesi di un romanzo cavalleresco in chiave baby gang, ma per lo sguardo in perenne propulsione nella profondità dello spazio suggerisce anche l'etica e l'estetica search and destory dei videogame. In realtà le metamorfosi, le trasformazioni, i passaggi di livello che desume da questa cultura, lo avvicinano anche ai contes de fées, mentre l'innesto di pulsioni sacrali e spinte sacrificali nella marzialità del gruppo lascia svaporare risonanze da ciclo bretone.

Tutto questo per dire che Jessica Forever è un chiaro prodotto della postmodernità caduta in territorio contemporaneo, fatta prigioniera di una sensibilità che è finanche stufa della cultura digitale e cerca di reinstallare la narrazione nel corpo di carne di una generazione annichilita. Jessica è una Giovanna d'Arco del domani senza tempo che ci aspetta: santa salvatrice della gioventù orfana, eroina combattente per la loro salute in un mondo sospeso su un'adolescenza perpetua, in cui gli adulti non esistono e lo scontro generazionale lascerebbe il posto a quello sociale se solo una società fosse ancora reperibile. Jessica è a capo di una piccola resistenza che resiste non si sa bene a cosa: composta da un gruppo di orfani, questa falange di ragazzini armati e in tuta da combattimento è mossa da uno spirito di cavalleria che ha dimenticato il sacro (Graal) e si raduna solo attorno al gioco profano della guerra. L'antagonismo si applica alla lotta contro una società invisibile, che invia solo micidiali droni armati, mentre la solidarietà si articola nei legami di gruppo più pulsionali: amore, desiderio, fedeltà, gelosia, rituali di passaggio, tatto emotivo e contatto fisico.

Il dramma s'inarca sull'accettazione nel gruppo di un nuovo arrivato, che movimenterà lo status quo della piccola comunità e scatenerà gli eventi. La presenza iconica di Jessica suggerisce un messianesimo inverso, perché incarnato nel presente e proiettato nell'altrove, nel passaggio di stato che definisce il coming of age col quale, alla fin fine, in questa storia abbiamo a che fare.

Poggi e Vinel esprimono tutto questo con una quadratura stilistica notevolissima, frutto di un percorso di definizione estetica e tematica lungo una mezza dozzina di cortometraggi, tutti di alto livello: il loro è un universo poetico post-bressoniano, popolato di adolescenti che dinamizzano la loro stasi spirituale, privati del diritto alla prospettiva. La loro macchina da presa si muove seguendo traiettorie orizzontali in periferie residenziali che sembrano quiete e ridenti, ma si offrono come astratte e inquiete. La violenza prende il posto dei sentimenti, la morte quello del sesso, il silenzio quello dell'ascolto.

Jessica Forever è un film celibe, chiuso in se stesso e lontano da qualsiasi idealità dell'esistere. Eppure sa muovere emozioni umide (desiderio, commozione) come i grandi classici cui guarda con affettuosa indifferenza.

IL FILM

Jessica Forever
Caroline Poggi, Jonathan Vinel
Brasile, 2018, 97'
Sceneggiatura:
Caroline Poggi, Jonathan Vinel
Fotografia:
Marine Atlan
Montaggio:
Vincent Tricon
Musica:
Ulysse Klotz
Cast:
Aomi Muyock, Augustin Raguenet, Lukas Ionesco, Paul Hamy., Sebastian Urzendowsky
Produzione:
Ecce Films

In un universo distopico, un gruppo di ragazzi con un passato violento si lascia guidare e proteggere da una misteriosa figura femminile, Jessica, intenta a costruire con loro un’impossibile dimensione di pace, armonia e amore.




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