Bill Condon

La bella e la bestia

Ormai sembra un dato di fatto: le grandi case di produzione hanno perso la spinta necessaria per arrischiarsi in qualcosa di nuovo. Vuoi per pigrizia, vuoi per paura o per ragioni economiche, l’usato garantito rimane la legge primaria del mercato audiovisivo.
Sequel, reboot, spinoff, prequel, remake: ce n’è per tutti i gusti. L’importante è garantire allo spettatore uno show narrativamente speculare al glorioso passato a cui è affezionato, ma visivamente spettacolare e al passo coi tempi.
La Disney, che in materia di blockbuster gioca un ruolo da protagonista, non è esente a questi dettami: ha dato nuovo spolvero alla sega di Star Wars, a breve sarà in scena con il quinto capitolo della serie dei pirati e intanto continua a insistere sulla rilettura in live action dei grandi classici di animazione (Il libro della giungla, Cenerentola, o gli imminenti Dumbo e Il re leone).

La bella e la bestia, va da sé, appartiene proprio a quest’ultimo gruppo. Una nutrita compagine di progetti che non richiedono alcuno sforzo creativo e si basano semplicemente su canovacci non solo consolidati e funzionali, ma perfettamente conosciuti dalla maggior parte degli spettatori.

Tuttavia, a differenza di quanto fatto da Jon Favreu nel precedente Il libro della giungla, Bill Condon mette mano alla base narrativa del progetto inserendo sequenze (e un paio di canzoni) assenti nell’originale del 1991 e mirate a dare più spessore al passato dei personaggi. Una scelta quanto meno apprezzabile (anche se la maggior parte dei nuovi inserti risulta decisamente trascurabile) per il coraggio di provare a discostarsi dal testo di partenza.

Il problema è che di tutto questo circo orchestrato con dovizia di particolari e grandi investimenti economici non se ne sentiva il bisogno. Sembra che siano gli stessi autori a non provare alcuna passione, alcun sentimento per il progetto a cui stanno lavorando. La bella e la bestia è un compitino scolastico (svolto neppure così bene come ci si aspetterebbe…) privo della spina dorsale emotiva che invece fu la carta vincente che rese grande il marchio  Disney nel corso dei decenni. Non c’è magia, non c’è incanto, non c’è colore.

L’incantesimo (o forse sarebbe meglio parlare di maledizione) che riesce a tramutare l’abominevole bestia nel bel principe azzurro, quindi, in qualche modo si è avverato. Purtroppo, però, a differenza di quanto succede nel film, il lieto fine non è di questi tempi. Accade così che il tutto funzioni alla rovescia e dai fasti gloriosi di un passato indelebile ci si trasformi in mera merce commerciale priva di spirito.

Oggi, la bella (Disney) è la bestia.

IL FILM

Beauty and the Beast
Bill Condon
Usa, 2017, 129'
Sceneggiatura:
Stephen Chbosky, Evan Spiliotopoulos
Fotografia:
Tobias A. Schliessler
Montaggio:
Virginia Katz
Musica:
Alan Menken
Cast:
Kevin Kline, Josh Gad, Ian McKellen, Haydn Gwynne, Hattie Morahan, Gerard Horan, Ewan McGregor, Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Ray Fearon
Produzione:
Mandeville Films, Walt Disney Pictures
Distribuzione:
Walt Disney Studios Motion Pictures

La storia di un principe dall'aspetto 'bestiale' imprigionato nel suo castello e del suo incontro con una bella principessa.




TRAILER