Rocco Papaleo

Le gusta Uruguay?

Gegè Cristofori (Rocco Papaleo) è un cantante confidenziale la cui carriera non è mai iniziata: un cialtrone imbarcato su una nave per l’Uruguay dove lo aspetta un concerto che gli permetterebbe di sanare una situazione finanziaria allo stremo. Ruggero Chiaromonte (Alessandro Gassman) è un cuoco di bordo: un uomo a cui un misterioso trauma ha tolto ambizione e gioia di vivere donandogli un’incapacità nelle relazioni con gli altri che gli impedisce la sola idea di uno sbarco. La relazione della strana coppia – basata prima su un odio reciproco e poi, ovviamente, su un’imprevedibile amicizia – cambia quando un incidente toglie la voce a Gegè impedendogli di cantare. Ruggero allora si offrirà di sostituirlo nel concerto organizzato dall’ipercinetica Gilda Mandarino, anche lei alle prese con un passato da rivitalizzare.

Onda su onda, terza regia di Papaleo, ambienta il suo primo atto su una nave merci, guidata da un comandante con l’ansia da naufragio, sulla quale si incontrano esistenze malinconicamente vitali e disperate – a far da coro c’è un circo di marinai canterini con la nostalgia di terra – per poi perdersi nel sole sudamericano di Montevideo. Lo scontro caratteriale del cantante sfigato e del cuoco depresso utilizza meccanismi ben noti, seguendo un canovaccio narrativo che si accontenta di abbozzare la tipica epica del fallimento con una pigrizia che narcotizza i tratti più puramente comici. E se la parte centrale vira verso la commedia degli equivoci, il finale assume toni languidi con pulsazioni melodrammatiche non sempre in tono. Tutti i personaggi sembrano inseguire il loro passato per liberarsene, salvo poi trovare proprio nelle pieghe nascoste della loro storia un senso per andare avanti e ricominciare.

Il pregio di Onda su onda risiede forse nella sua conclamata modestia, nel suo mantenere un tenero pudore raccontando in toni da commedia lo svanire dei sogni. Niente di nuovo, ovvio, e molto spesso le scelte di sceneggiatura appaiono sfilacciate e poco incisive mentre la messa in scena segue i protagonisti con meccanicità. L’originalità maggiore è forse da ricercare nella descrizione dello sfondo: la sgargiante e caciarona Montevideo di Papaleo è un luogo favolistico e irreale (come già la Lucania di Basilicata Coast to Coast e la Sardegna di Una piccola impresa meridionale), popolato da gente gentile e ospitale – la domanda tormentone “Le gusta Uruguay?” chiesta da chiunque, galeotti compresi – dove anche i clacson del traffico hanno un rumore allegro e amichevole in un panorama che alterna saporiti asado e cieli immensi. L’ennesima declinazione di un sogno di fuga che trascende le generazioni: Papaleo sembra dirci (ancora una volta) che, anche nell’autunno della vita, un altro mondo è possibile e l’Uruguay dell’ex presidente Pepe Mujica incarna bene l’idea di un rifugio progressista dal volto umano.

IL FILM

Rocco Papaleo
Italia, 2016, 102'
Sceneggiatura:
Federica Pontremoli, Rocco Papaleo, Walter Lupo
Fotografia:
Maura Morales Bergmann
Montaggio:
Christian Lombardi
Musica:
Rudy Pusateri, Francesco Accardo
Cast:
Luz Cipriota, Rocco Papaleo, Alessandro Gassman
Produzione:
Warner Bros. Entertainment Italia, Less Is More Produzioni, Indiana Production, Less Is More Produzioni
Distribuzione:
Warner Bros. Pictures Italia

Ruggero (Alessandro Gassman) è un cuoco solitario e Gegè (Rocco Papaleo) un esuberante cantante che deve raggiungere Montevideo per un concerto, occasione imperdibile per il suo rilancio. All’inizio tra i due non corre buon sangue, ma un evento inaspettato li costringerà ad una amicizia forzata. Nella capitale uruguagia li accoglierà una donna, Gilda Mandarino (Luz Cipriota), l’organizzatrice dell’evento. Ma non tutto andrà come previsto... A Montevideo si intrecceranno i destini e le vite di due uomini diversi ma accomunati dallo stesso desiderio di rinascita.




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