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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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Gareth Edwards

Lo spettacolo del disastro

"I’m big in Japan" gridava Tom Waits nelle Mule Variations omaggiando da par suo Gojira: il lucertolone radioattivo inventato da Ishiro Honda nel 1954 in effetti non è mai sparito dall’immaginario, transitando agevolmente da Hiroshima alle paure contemporanee di tsunami, terrorismo e sperimentazioni fuori controllo.

Memore del mostruoso rifacimento di Emmerich, questo reboot recupera lo spunto del capostipite e riprende l’idea dello scontro tra mostri che ha fatto la fortuna dell’infinita serie giapponese. La polpa fondamentale è sempre quella: divinità ancestrali che sbriciolano metropoli di vetro e cemento, in questo caso guastando il business del turismo alle Hawaii e quello dell’azzardo a Las Vegas oltre a ristrutturare con estro il Golden Gate di San Francisco.

Meglio ignorare l’intreccio che apparecchia coincidenze, spiegoni e familismi patriottardi; le figurine spacciate per personaggi (lo scienziato affascinato dai Kaiju, l’ingegnere complottista in cerca di verità, l’artificiere eroe che vorrebbe tornare al focolare domestico…); le partecipazioni speciali assai poco speciali di Juliette Binoche e David Strathairn che probabilmente dovevano far fronte a qualche buco di bilancio imprevisto.

Difficilissimo poi abboccare al messaggio ecologista e anti-nucleare enunciato da un Ken Watanabe in stato di evidente smarrimento: “L'arroganza dell'uomo è pensare che la natura sia sotto il nostro controllo e non il contrario”; non ci voleva di certo questo post-it strapagato per ricordarlo agli incauti abitatori della Terra. 

L’unico plusvalore del film è la creatività visiva di Edwards che per fortuna non si è imborghesita nel passaggio dal niente budget di Monsters ai 160 milioni di conquibus forniti dalla lenza Thomas Tull (produttore dei Batman di Nolan e di altre slot da cash): la prospettiva della mdp scantona allegramente tra finestre, immagini riflesse, camere di sorveglianza, telegiornali, visioni notturne e la computer graphics una volta tanto funzionale e ben integrata con gli effetti vecchia scuola.

I mostri emergono maestosi dalle acque, dalle nebbie e dal fumo dei roghi dando linfa a sequenze da antologia del genere come il risveglio del M.U.T.O., l’apparizione di Godzilla o la tonitruante disfida finale.

Si consiglia pertanto di allacciare le cinture in barba a Ozpetek e partire ottusamente con sadico infantilismo alla volta della contemplazione dell’incandescente spettacolo del disastro.

 

 

IL FILM

id.
Gareth Edwards
Usa, Giappone, 2014, 123'
Sceneggiatura:
Dave Callaham, Max Borenstein
Fotografia:
Seamus McGarvey
Montaggio:
Bob Ducsay
Musica:
Alexandre Desplat
Cast:
Aaron Taylor-Johnson, Bryan Cranston, David Strathairn, Elizabeth Olsen, Juliette Binoche, Ken Watanabe, Sally Hawkins, Victor Rasuk
Produzione:
Legendary Pictures, Toho Co.
Distribuzione:
Warner Bros. Pictures

Godzilla  alle prese con delle creature malvagie che minacciano l'esitenza stessa della Terra.




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