Emir Kusturica

On the Milky Road - Sulla via lattea

Non c’è rimasto molto da dire sul cinema di Kusturica, se il cinema di Kusturica (come ormai sembra) è questo qui. Non è un caso, del resto, che le cose di cui si è più parlato a proposito di On the Milky Road - Sulla via lattea, siano state dette tutte ben prima dell’uscita del film alla Mostra di Venezia e della distribuzione in sala. E sono cose che comunque non riguardano strettamente il film. Le presunte polemiche (poi smentite) fra il regista serbo e il Festival di Cannes che avrebbe trovato una scusa qualunque per estromettere Kusturica dal Concorso con l’intenzione di punire le sue simpatie filo-russe, avranno anche giovato al film in termini promozionali, ma i rumors e le diatribe a mezzo stampa, purtroppo, non possono tutto.

Che cosa sia successo al regista che nel 1981, appena ventisettenne, vinse il Leone d’oro con Ti ricordi d Dolly Bell? è difficile da dire. Forse ha perso la vena, forse è semplicemente invecchiato o forse non ha più nulla da dire che non abbia già detto. Fatto sta che con quest’ultima opera riesce ad arcuare ancor di più la parabola discendente inaugurata circa un decennio fa con La vita è un miracolo.

On the Milky Road - Sulla via lattea è un’altra storia ambientata nei Balcani dilaniati dalla guerra civile. Anzi a dire il vero la guerra sta per finire e Kosta (Kusturica stesso), contadino serbo a cui hanno massacrato la famiglia, vive triste e solitario sulle montagne al confine fra Croazia e Serbia. All’indomani del cessate il fuoco la giovane vicina di casa Milena – che aveva promesso di sposarlo dopo la fine del conflitto – organizza un doppio matrimonio. A sposarsi saranno lei e Kosta ma anche il fratello di lei, un eroe di guerra pluridecorato, con un’italiana (Monica Bellucci) rifugiatasi in Krajina per sfuggire a un vecchio generale innamorato di lei che le dà la caccia in tutto il mondo. Destino vuole che Kosta e la sposa italiana si innamorino, che i matrimoni non s’abbiano da fare e che gli uomini del generale rintraccino la donna sconvolgendo irrimediabilmente gli eventi.

Kusturica continua a reiterare la forma del suo cinema, quello che ha inventato lui e che conosciamo a memoria. Ma pare che attraverso la forma non ci sia più nulla da capire, da dire e da tematizzare. L’eccedenza visiva attraverso cui continua a mettere in scena le proprie storie sgangherate, il suo stile che parla del dramma attraverso la commedia, l’idea della contaminazione testuale quale metafora del melting pot di culture che mette in scena, sono temi che via via appannano sempre più e appaiono oggi anacronistici, datati, superati.
Questo stile che negli anni Novanta era servito al regista serbo per comporre un pensiero, una poetica, un’idea di mondo, non ha perso solo il mordente ma anche gli strumenti giusti per essere costruito.

Se alla sovrabbondanza e al caos della messinscena un tempo faceva eco un incedere metaforico, disordinato e quasi non-narrativo della storia (Il tempo dei gitani, Gatto nero, gatto bianco) proprio perché l’astrazione era la forza stessa di questo cinema così personale, ora ogni elemento del racconto, ogni emozione, ogni sentimento viene sottolineato, ripetuto ed espresso in maniera diretta, senza alcun grado di astrazione. Aggiungere qui significa imboccare lo spettatore sino a farlo scoppiare, significa usare le metafore come lame invece che come spilli e ogni aggiunta è come un altro colpo di badile sopra un mucchio di terra: serve solo a coprire e deformare quello che sta sotto. Motivo per cui anche la presenza del regista – che come sempre non dà giudizi sul conflitto etnico ma il cui pensiero, leggibile fra le righe, sembra sempre più radicale – anche come attore, lascia il sospetto che il desiderio di esserci e di dire come la pensa in prima persona sia più una voglia di gridare forte, in faccia agli altri tutto quello che ha in corpo. Senza più il filtro e la grazia del suo cinema di un tempo. Quello che oltre bello da guardare era anche bello da capire. Perché su quest’altro di cinema inevce, è rimasto ben poco da dire.

IL FILM

On the Milky Road
Emir Kusturica
Serbia, Messico, Usa, Gran , 2017, 125'
Sceneggiatura:
Emir Kusturica
Fotografia:
Martin Sec Goran Volarevic
Montaggio:
Svetolik Zajc
Musica:
Stribor Kusturica
Cast:
Novak Bilbija, Novak Bilbija, Monica Bellucci, Maria Darkina, Emir Kusturica, Davor Janjic, Bajram Severdzan, Predrag 'Miki' Manojlovic, Sergej Trifunovic, Sloboda Micalovic, Zoran Cvijanovic

Una storia che si sviluppa attraverso la guerra, l'amore e il vivere come degli eremiti.

 




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