My Favorite Things
Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





Iscriviti alla nostra newsletter

Tom Hooper

Pensato per gli Oscar

La ricetta giusta per avere tante nomination agli Oscar? La conosce bene Tom Hooper, regista che da anni è un beniamino dell’Academy. Gli ingredienti, dopo Il discorso del re e Les misérables, li ripropone in The Danish Girl: un soggetto dai contenuti importanti, un finale struggente, buoni sentimenti, confezione strutturata ad hoc per piacere, un attore ormai di moda e tanto bravino a fare una serie infinita di smorfiette.

The Danish Girl è tutto qui: un’operazione furba e piaciona, perfetta per chi vuol darsi un tono frequentando cineforum e sale d’essai, e per un pubblico alla ricerca di sentimentalismi a buon mercato.

Eppure la storia (vera) di partenza avrebbe richiesto ben più coraggio di quanto dimostrato dal regista britannico: si parla della vita di Einar Wegener, un pittore che, nella Copenaghen degli anni Venti, inizia a posare per i dipinti della moglie con abiti da donna. Sempre più a suo agio nelle nuove vesti, porterà alla luce quel lato femminile che ha coltivato dentro di sé fin da bambino e diventerà la prima persona della storia a sottoporsi a un intervento chirurgico per cambiare sesso.

Nonostante il complesso tema introduttivo, Hooper sceglie sempre la strada più semplice, finendo per banalizzare la questione del gender e optando per una serie di “colpi di scena” sempre telefonati, studiati a tavolino, a dir poco artificiosi. E mentre il regista si perde dietro a immagini da cartolina, la retorica fa capolino costantemente, fino a raggiungere l’apice in un finale pomposo e melodrammatico oltre misura.

Già sopravvalutata, inoltre, la prova di Redmayne, mentre più efficace è Alicia Vikander nei panni della moglie del protagonista. I limiti sono questi, sono tanti, sono troppi, ma il film piacerà a (quasi) tutti, avrà grandi recensioni negli Stati Uniti e otterrà numerosi riconoscimenti.

D’altronde, è costruito apposta per questo.

IL FILM

id.
Tom Hooper
UK, USA, Belgio, Danimarca, Germania, 2015, 119'
Sceneggiatura:
David Ebershoff, Lucinda Coxon
Fotografia:
Danny Cohen
Montaggio:
Melanie Oliver
Musica:
Alexandre Desplat
Cast:
Adrian Schiller, Alexander Devrient, Alicia Vikander, Amber Heard, Angela Curran, Ben Whishaw, Clare Fettarappa, Claus Bue, Cosima Shaw, Eddie Redmayne, Emerald Fennell, Henry Pettigrew, Jake Graf, Matthias Schoenaerts, Miltos Yerolemou, Nancy Crane, Nicholas Woodeson, Nicola Sloane, Paul Bigley, Peter Krag, Philip Arditti, Pip Torrens, Pixie, Raphael Acloque, Richard Dixon, Sebastian Koch, Sonya Cullingford, Sophie Kennedy Clark, Tusse Silberg, Victoria Emslie
Produzione:
ELBE, Harrison Productions, Pretty Pictures
Distribuzione:
ELBE, Universal Pictures

La commovente storia d’amore ispirata dalle vite degli artisti Einar e Gerda Wegener (interpretati, rispettivamente, da Eddie Redmayne e Alicia Vikander), il cui lavoro e matrimonio sono travolti dalla scelta di Einar di intraprendere la pionieristica scelta di diventare la prima transessuale al mondo, Lili Elbe.

 

 




TRAILER