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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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Thomas Cailley

Pronti di fronte alla catastrofe

Arnaud ha appena perso il padre e si prepara a lavorare con il fratello nella falegnameria di famiglia in attesa di decidere del suo futuro. Madeleine è una ragazza borghese, imbronciata e scontrosa, che vuole lasciare gli studi di economia per arruolarsi nei corpi speciali dell’esercito. Entrambi, in maniera diversa, cercano una strada per la sopravvivenza, un modo di stare al mondo, un orizzonte di fuga da un presente che non gli somiglia.

Si incontrano – si scontrano – per caso a una dimostrazione di lotta sulla spiaggia organizzata dai militari in cerca di reclute: lui è lì per gioco, lei è calata con serietà nella parte; lei combatte, lui la morde per non farsi mettere al tappeto. Già in questo primo sfiorarsi i ruoli tradizionali, anche di genere, sembrano invertiti: Madeleine è mascolina e sfrontata, Arnaud ha un che di etereo, di apollineo, nel fisico e negli occhi. I due finiranno insieme al corso di addestramento (o meglio: lui discretamente la segue fin lì) per poi trovarsi di nuovo in fuga nei boschi, in una parentesi idilliaca minacciata da un incendio.

The Fighters (incomprensibile la scelta di tradurre l’originale Les combattants con il suo omologo inglese) è la storia tripartita di un incontro. Madeleine e Arnaud sono animali persi che cercano uno spazio nella città, nel campo militare, nella natura. Il loro graduale avvicinamento si stacca pian piano dal contesto per assumere un carattere più intimo, in una solitudine progressiva che sembra unirli mentre la distanza dal mondo (quello sociale delle famiglie di appartenenza, quello gerarchico dell’addestramento militare, quello idilliaco del fogliame dei boschi) aumenta.

Madeleine è un fiume in piena, insoddisfatta e ipercinetica, che non sa stare ferma e si abbandona alla carnalità quasi per reazione a uno stato di immobilità con cui non sa convivere. Arnaud è pacato, si incapriccia subito di quella ragazza scorbutica e ombrosa che stappa birre con i denti e regala pulcini congelati, intuisce l’irrequietezza malinconica dietro alla determinazione tutta fisica delle sue scelte, si mette al suo servizio, la salva per essere salvato. I due sono destinati a incontrarsi senza però rifugiarsi nella mistica della natura madre che tutto accoglie, rifiutando un sentimentalismo agreste di facile consumo. «La natura comincia a stufarmi» esclama Madeleine agitando le gambe su un tronco: l’incantesimo si spezza, il ritiro panico nel bosco si interrompe perché anche quello a lei non può bastare, il film si salva da ogni facile retorica liricheggiante.

The Fighters è un oggetto raro, che asseconda i suoi simbolismi – anche i più marcati: il lutto, la lotta, il bosco – con grazia e precisione piegandoli al servizio della storia e dei personaggi. L’esordiente Thomas Cailley riesce a raccontare il rito di passaggio all’età adulta senza cadere nel meccanismo consolidato della commozione empatica ma costruendo piano l’interazione tra i due protagonisti, lasciando loro spazio e aria, regalando spessore e verità. Osservandoli, insomma, ma senza un’ossessiva ansia di controllo, mantenendo una pudica e affettuosa distanza.

L’incombere della fine – a suo modo Les combattants è un film catastrofico fatto tutto di attese e sguardi sul futuro – è lì, immanente, ma non spezza la determinazione di chi vuole sopravvivere, di chi sa di dovere e potere imparare dai propri sbagli. La vitalità del film si deve anche alla straordinaria prova dei due interpreti: Kévin Azaïs (Arnaud) lavora di sottrazione mescolando fragilità e senso di protezione, mentre Adèle Haenel plasma Madeleine con una nervosa forza interiore, una determinazione selvaggia, una goffa strafottenza, una sensualità consapevole e compressa.

La sensazione che Madeleine e Arnaud lasciano – grazie anche a una struttura narrativa puntuale ma non schematica, a una regia cristallina e discreta, a una scrittura brillante e originale – è quella di due organismi liberi, capaci di annusarsi e riconoscersi, complici nella sopravvivenza al baratro che li opprime. Ci piace immaginarli, dopo il sospeso finale, ancora lì: intenti a combattere, curiosi di scoprire il modo più adatto per salvarsi, capaci di farsi trovare pronti di fronte alla catastrofe, qualunque essa sia.

IL FILM

Les combattants
Thomas Cailley
Francia, 2014, 98'
Sceneggiatura:
Claude Le Pape, Thomas Cailley
Fotografia:
David Cailley
Montaggio:
Lilian Corbeille
Musica:
Benoit Rault, Lionel Flairs, Philippe Deshaies
Cast:
Adèle Haenel, Antoine Laurent, Barbara Ayse, Brigitte Roüan, Clément Allemand, Coumba Seck, Cynthia Bresolin, Franc Bruneau, Frédéric Pellegeay, Hamza Sako, Islam Magomadov, Jean-Baptiste Pujol, Julien Chaon, Kévin Azaïs, Luc Martinage, Léa Pelletant, Maxime Mège, Nicolas Wanczycki, Omer Cosgun, Pascal Bernagaud, Quentin Giraudet, Quentin Valois, Rabah Doudou, Semy Arham, Sloan Ruiz, Steve Tientcheu, Thibaut Berducat, Violette Echazarreta, William Lebghil, Younès Houari
Produzione:
Canal+, Ciné+, Nord-Ouest Productions
Distribuzione:
Nomad film

L'estate del giovane Arnaud si preannuncia tranquilla fino al momento in cui incontra Madeleine, bella, fragile e appassionata di allenamenti estremi e profezie catastrofiche. Arnaud non si aspetta nulla mentre Madeleine si prepara alla fine del mondo... Tra i due, nasce una storia d'amore e di sopravvivenza (o entrambe), fuori da ogni canone.




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