Federico Moccia

Sole, cuore, amore

Carlo, iscritto al Centro Sperimentale, Faraz, esule iraniano laureando in ingegneria nucleare, e Alessandro, fuoricorso in medicina aspirante comedian, vivono insieme in un’ex clinica riadattata ad alloggio. La padrona di casa, per aumentare gli introiti, decide di raddoppiare gli inquilini e di accettare per la prima volta delle ragazze: Francesca, docile ciociara studentessa in farmacia, Giorgia, figlia di diplomatici e frequentatrice di una scuola di design, ed Emma, che sogna il Grande Fratello e per sopravvivere fa la lap dance a Caserta. Tra mille difficoltà i sei troveranno, in ordine sparso: 1) l’amore 2) la pacificazione con le famiglie 3) la realizzazione delle loro aspirazioni 4) un’inossidabile scala di valori basata su sole, cuore, amore.

Con Universitari Federico Moccia porta al grado zero la sua ricognizione sulle varie sfumature della giovinezza, già radiografate con ilare superficialità nei suoi film precedenti. Tralasciando la strabiliante sciattezza della messa in scena, con flashback fotografati come spin-off di fotoromanzi, ciò che sgomenta del cinema di Moccia è l’ostentata piattezza dei personaggi che racconta. L’autore/regista non teme il ridicolo quando mette in bocca ai suoi attori massime da cioccolatino da declamare con enfasi seriosa.

Lui afferma con convinzione che “l’unica cosa veramente nostra oramai è l’amore”, che i giovani sono tutti troppo sensibili, castrati da un conflitto generazionale for dummies, che l’educazione di una volta sarebbe una lezione di vita utile per le generazioni future, che al Centro Sperimentale ci si diploma con uno spot televisivo sull’amicizia da MTV anni ‘80, che le ballerine di burlesque vengono pagate di fronte al buffet con sorrisi lascivi e mazzette cash, che l’impegno politico (rappresentato da una maglietta sdrucita del Che) è un legaccio che imprigiona i sentimenti, che i profughi iraniani vincono le borse di studio a Teheran per trovare più facilmente lavoro in America, che i registi del cinema snob usano e gettano via le persone, che nella vita l’unica cosa importante è il coraggio di sognare, che gli uomini sono eterni bambini e le donne inguaribili romantiche o megere invidiose, che la contemporaneità si racconta con una battuta su Mubarak e i suoi parenti, che l’essere giovani è un valore fine a se stesso, che non richiede fatica.

Moccia non ha paura di dipingere la realtà come un gigantesco collage di luoghi comuni color pastello. No, lui ci crede. Ed è questa la cosa che fa più paura.

IL FILM

id.
Federico Moccia
Italia, 2013, n.d.
Sceneggiatura:
Federico Moccia, Ilaria Carlino
Fotografia:
Daniele Poli
Montaggio:
Consuelo Catucci
Cast:
Primo Reggiani, Nadir Caselli, Simone Riccioni, Brice Martinet, Sara Cardinaletti, Maria Chiara Centorami, Paola Minaccioni, Enrico Silvestrin, Barbara De Rossi, Maurizio Mattioli, Amanda Sandrelli
Produzione:
Lotus Production, Medusa Film
Distribuzione:
Medusa Film

Carlo, Faraz e Alessandro, sono tre universitari fuori sede, che dividono una casa. Anzi no, non proprio una casa: "Villa Gioconda", una ex clinica in disuso che il padrone ha deciso di affittare a studenti fuori-sede, senza neanche rimetterla troppo a posto. L'universo maschile in cui vivono, però, sta per essere invaso dalle donne. Il padrone di casa decide di affittare anche a ragazze. Saranno così Francesca, Giorgia ed Emma ad irrompere a ‘Villa Gioconda’ sconvolgendo l'instabile equilibrio cameratesco e mettendo la casa in subbuglio. Carlo, Giorgia, Emma, Alessandro, Faraz e Francesca, affrontano così un anno di università insieme. A poco a poco ognuno si stacca dal proprio nido e spicca il volo da solo, non prima d’aver creato una nuova, confusissima, divertente e tumultuosa famiglia allargata, che è quella degli amici.




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