Henry Alex Rubin

Solitudine corale digitale

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Internet come ultima arma per combattere la solitudine: questo l’assunto di base, attuale ma non troppo originale, di Disconnect, il primo film di finzione dell’americano Henry Alex Rubin, che si era fatto conoscere dalla critica a stelle e strisce con due documentari, Who Is Henry Jaglom? (1997) e Murderball (2005), quest’ultimo nominato al premio Oscar di categoria nell’anno in cui vinse La marcia dei pinguini di Luc Jacquet.

Presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia 2012, Disconnect è un lungometraggio corale, i cui protagonisti cercano nel web quei legami che non riescono a sviluppare nella vita di tutti i giorni. I rapporti telematici, descritti costantemente come fittizi e pericolosi, sono così il trait d’union di tre differenti storie che vanno a intrecciarsi l’una con l’altra: da un adolescente solo e introverso che rimane vittima di alcuni (cyber)bulli della sua stessa scuola a una coppia in crisi che si vede prosciugare il conto in banca, fino a una giornalista interessata a fare un servizio sul mondo delle video-chat erotiche.

La vicenda più interessante e coinvolgente è la prima, in cui il quindicenne Ben s’illude di aver finalmente trovato un affetto femminile su facebook: in realtà la sua conquista altri non è che un falso profilo, creato ad hoc da alcuni suoi compagni di scuola per potersi prendere gioco di lui.

Privo di particolari pregi e difetti, Disconnect è un film che sviluppa diverse riflessioni suggestive, destinate però a essere facilmente dimenticate al termine della visione. Efficace nel ritmo e nei tempi di montaggio, la pellicola tentenna verso la conclusione, cadendo in alcuni cliché narrativi che, con qualche piccolo sforzo, si possono comunque perdonare a un esordiente nel cinema di finzione.

Cast di grandi nomi, da Jason Bateman a Hope Davis passando per Michael Nyqvist e Paula Patton, tra i quali svetta l’intensa Andrea Riseborough (nei panni della giornalista Nina Dunham) che si conferma, dopo W.E. di Madonna e Doppio gioco di James Marsh, attrice da non sottovalutare.

Infine, da segnalare che il film è dedicato ad Andrew Sarris, grande critico e teorico cinematografico americano, scomparso nel giugno del 2012.   

Disconnect
Usa, 2012, 115'
Titolo originale:
id.
Regia:
Henry Alex Rubin
Sceneggiatura:
Andrew Stern
Fotografia:
Ken Seng
Montaggio:
Lee Percy, Kevin Tent
Musica:
Max Richter
Cast:
Jason Bateman, Hope Davis, Frank Grillo, Michael Nyqvist, Paula Patton, Andrea Riseborough, Alexander Skarsgård
Produzione:
LD Entertainment, Wonderful Films
Distribuzione:
Filmauro

Un avvocato infaticabile vive incollato al cellulare tanto da non riuscire a trovare tempo da dedicare alla moglie e ai due figli adolescenti. Una coppia in crisi usa internet come via di fuga da un matrimonio ormai finito. Un ex poliziotto vedovo si scontra ogni giorno con il figlio che pratica bullismo in rete ai danni di un compagno di classe. Un'ambiziosa giornalista crede di potere fare carriera usando la storia di un ragazzino che si esibisce su siti per soli adulti. Sono sconosciuti, vicini di casa, colleghi, persone comuni alla disperata ricerca di un contatto umano e le loro storie si incrociano.

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