Ken Loach

Spirito socialista e partigiano

In molti paesi il 1945 è un anno di cambiamenti che invertono la rotta degli orizzonti politici nazionali dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. Il Regno Unito, piegato da anni di  incursioni aeree dell’aviazione nazista, affronta il dopoguerra in bilico tra l’orgoglioso entusiasmo di chi ha dimostrato una strenua resistenza e il timore per le conseguenze sociali dello sforzo bellico.

Ken Loach, in The Spirit of ‘45, ripercorre quell’anno cruciale della storia britannica attraverso un largo uso di materiale di repertorio intervallato da interviste a protagonisti dell’epoca. Loach predilige i ricordi intimi di cittadini comuni – infermiere, medici, minatori, operai, militanti, portuali, ferrovieri, tra i quali spunta qualche storico ed economista a dare una bussola alla narrazione – riscrivendo la Storia attraverso le varie e frammentate storie personali.

La chiave di volta è il risultato elettorale del 5 luglio in cui il Partito Laburista guidato da Clement Attlee riesce a sconfiggere con larghissimo margine (a landslide – una valanga – nei ricordi di tutti) il Primo Ministro in carica Winston Churchill, eroe del conflitto e simbolo della politica inglese.

Nei ricordi vividi dell’epoca affiorano le speranze per un futuro migliore, le lotte sindacali, la nascita di un moderno stato assistenziale, la rivendicazione dell’orizzonte socialista in cui il governo laburista intendeva muoversi. Loach, si sa, è regista engagé e il risultato dell’operazione non può che essere una nostalgica e affettuosa esaltazione di un tempo in cui ogni cambiamento sembrava possibile se non imminente. Gli archivi sono una miniera di cui si serve egregiamente: le immagini restituiscono con forza il senso di un ottimismo viscerale, di una profonda identificazione collettiva in un nuovo spirito capace di far dimenticare la difficoltà della contingenza storica.

I limiti di “The Spirit of ‘45” – speculari alla forza evocativa – risiedono nella sua ideologica assertività. Loach è consapevole di realizzare un film esplicitamente partigiano – impegnato più a dimostrare l’esattezza delle proprie idee che a sottolineare le criticità e i sogni di un momento irripetibile – con il duplice scopo di esaltare il coraggio di una generazione politica in grado di regalare sogni e speranze al proletariato e demolirne un’altra, quella del Labour Party degli ultimi vent’anni, responsabile di aver dilapidato quel tesoro ideologico e umano. Un’urgenza di polemica che, pur sincera e appassionata, raffredda la potenza della rievocazione.

IL FILM

id.
Ken Loach
Regno Unito, 2013, 94'
Sceneggiatura:
Ken Loach
Fotografia:
Stephen Standen
Montaggio:
Jonathan Morris
Musica:
George Fenton
Produzione:
Sixteen Films, Fly Film Company
Distribuzione:
Bim

Il 1945 fu un anno cruciale nella storia della Gran Bretagna. Il senso di unità che aveva guidato il paese attraverso la Seconda Guerra Mondiale, mescolato ai ricordi amari del periodo tra i due conflitti, indusse gli inglesi a immaginare una società migliore. Lo spirito di quegli anni sarebbe diventato il nume tutelare dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Utilizzando filmati tratti dagli archivi regionali e nazionali, registrazioni sonore e interviste dell'epoca, Ken Loach tesse un racconto ricco di contenuti politici e sociali.




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