Ridley Scott

Sproporzioni bibliche

Eravamo pronti a osannare (o irridere) lo spettacolo spettacolare delle piaghe d'Egitto in 3D, del gigantismo visionario richiesto da una produzione di proporzioni bibliche, del peplum che però è anche un po' fantasy ma forse è solamente un blockbuster fine a se stesso e fiero di esserlo (dietro ogni sequenza sembra di vedere Ridley Scott che se la ride e gioca all'anti-autore).

Ed eccoci invece a commentare soprattutto la storia di due fratelli: Mosè e Ramses. L'amore e l'odio che li unisce, i loro problematici rapporti con le divinità (e i padri e le madri), il destino di un popolo (anzi due) che li porta inesorabilmente al duello finale.

Exodus non parte dalla solita cesta che porta il bimbo ebreo destinato a diventare principe egizio. Non si apre su promesse divine o prologhi mito-storici. Comincia dai due fratellastri – il figlio complessato del faraone e il giovane adottato predestinato – uniti in battaglia nel nome dell'Egitto, perché si avveri la profezia fatta da una sacerdotessa (uno salverà l'altro e diventerà sovrano) nel nome di una di quelle divinità silenziose che sono destinate a capitolare di fronte alla superbia ciarliera e iraconda dell'unico vero Dio.

Il fatto è che tutto il film, in realtà, tende verso un non-duello, un confronto mancato (il finale lo stabilisce Dio) tra uomini che forse vorrebbero semplicemente essere uomini (uno con la sua famiglia, l'altro con l'amatissimo figlio) e che invece si ritrovano dentro una storia più grande di loro.

Spicca il Dio-fanciullo che compare a smitizzare il cespuglio infuocato alla DeMille, capriccioso e crudele, per cui è difficile fare il tifo dopo la strage dei primogeniti egizi, che Ridley Scott sottolinea con un realismo a suo modo iconoclasta (un conto è l'allegoria teologica, un altro il corpo senza vita di un ragazzino tra le braccia del padre), consentendo a Ramses di denunciare il fanatismo di chi crede a un Dio assassino di bambini.

Chi volesse prenderlo sul serio – cioè chi non si accontentasse delle invenzioni di Ridley Scott, le potenti scene di battaglia, i trucchi pirotecnici (a conti fatti, tolto il prologo sontuoso e il finale grandioso ma in fondo un po' deludente, lo spettacolo spettacolare sta tutto dentro il fuoco di fila di effetti speciali delle piaghe d'Egitto) – dovrebbe ragionare sulle libertà che il film si prende rispetto al racconto biblico, così come sul rapporto contrastato tra Dio e Mosè, che vorrebbe liberare il suo popolo dalla schiavitù con mezzi militari e politici (umani), ma che deve soccombere a una titanica lotta tra divinità. Stessa sorte per Ramses, che in fondo non crede alle statue mute e alla sacerdotessa impotente, ma rimane schiavo della sua tradizione e del relativo delirio di onnipotenza.

Da sottolineare la prestazione di Christian Bale, la cui recitazione tormentata, di uno che ci crede davvero, spicca in maniera sospetta in quella che in fondo è una solenne e mirabile grulleria, una titanica smargiassata. Tanto che ci si ritrova a parteggiare apertamente per Joel Edgerton, il cui Ramses non ha forse una spiccata sensibilità sociale e neppure spirituale, ma è spesso sopra le righe, giustamente tronfio e abilmente teatrale, come si richiede a uno che sta recitando un copione scritto in alt(r)a sede, ampiamente risaputo, bisognoso di un surplus di tragica plateale ludica ineluttabilità.

Impalpabile la madre regina Sigourney Weaver; ieratico Ben Kingsley; palesemente lì per caso John Turturro, che vorrebbe fare del padre-dio un preoccupato papà: tutti consapevoli di essere solo un contorno ai tormenti umani troppo umani di Mosè e alle sue allucinazioni mistiche.

Se aggiungiamo il fatto che la Bibbia sembra scritta ieri l'altro, ecco che il Libro ne esce come un buon plot e poco più, offerto a un regista consapevole del fatto che il Potere (divino, umano, hollywoodiano) è Visione. 

IL FILM

Exodus: Gods and Kings
Ridley Scott
Regno Unito, Stati Uniti, 2014, 150'
Sceneggiatura:
Steven Zaillian, Jeffrey Caine, Bill Collage, Adam Cooper
Fotografia:
Dariusz Wolski
Montaggio:
Billy Rich
Musica:
Alberto Iglesias
Cast:
Ben Kingsley, Sigourney Weaver, María Valverde, Ben Mendelsohn, Aaron Paul, John Turturro, Joel Edgerton, Christian Bale
Produzione:
Scott Free Productions
Distribuzione:
20th Century Fox

L'epica avventura di un uomo che ha avuto il coraggio di sfidare la potenza di un impero: Scott porta nuova linfa alla storia di Mosè e alla sua lotta contro il faraone egizio Ramses.




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