Carine Tardieu

Toglimi un dubbio

È una bomba, questo film,. Non però nel senso metaforico comunemente utilizzato per intendere qualcosa di strabiliante o bellissimo, ma nell’idea, sempre figurata ma differente, che sembra scoppiato tra le mani della sua regista, Carine Tardieu. Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs dell’ultimo Festival di Cannes, Toglimi un dubbio è una storia di padri e di figli moltiplicata fino a far perdere l’orientamento, come il riflesso di un soggetto in una casa di specchi. Sfiora la tragedia e si risolve, affettatamente, in una commedia a lieto fine.

Il protagonista è Edwan (François Damiens), un uomo comune che nella vita fa un lavoro forse un po’ inconsueto, l’artigliere. Il suo approccio alla realtà non è dissimile da quello adottato di fronte alle bombe. Dopo aver scoperto, in occasione di una visita dal genetista della figlia incinta di non essere figlio biologico di quello che ha sempre chiamato papà, la sua reazione istintiva è speculare alla scena d'apertura del film. Se Edwan all'inizio scava delicatamente tra la sabbia per estrarre un vecchio ordigno bellico senza farlo esplodere, così di fronte alla notizia che stravolge la sua vita risponde in maniera pacata. Non urla, non piange, non crolla, ma corre dal padre Bastien (o meglio, dall’uomo che riteneva suo padre) e lo osserva a distanza. Si fa un quadro della situazione, valuta pro e contro, successi e pericoli. E lo stesso farà dopo aver scoperto da un’investigatrice privata il presunto genitore naturale: lo seguirà, lo osserverà, interagirà con lui mantenendosi all’erta. La vita, però, come l’ordigno che in un campo fa strage di galline, esplode all’improvviso. E tutto crolla di conseguenza, film compreso.

In un gioco a incastri forzato, Toglimi un dubbio prende la via del dramma: i personaggi sfiorano la nevrosi e l’isteria, i rapporti padre-figlio si moltiplicano e annodano, aprendo il racconto anche alla vicenda della figlia di Edwan, che incinta di un ignoto travestito da Zorro si rifiuta di scoprirne l’identità. Non a caso, ovviamente, perché mentre la ragazza strepita di voler scegliere un padre per il suo bambino, Edwan le risponde con semplicità che «un padre è un padre» e che dunque l’ignoto uomo travestito da Zorro, se lo desidera, avrà il diritto di riconoscere il futuro nascituro. La giostra si complica poi ulteriormente con l’infatuazione dello stesso di Edwin per Anna, figlia del suo padre naturale e quindi (teoricamente) sua sorella di sangue, e con l’incontro di quest’ultima con il padre adottivo di Edwin, secondo il concetto caro alle soap opera che tutti i soggetti di una trama debbano per qualche ragione entrare in contatto.

La sceneggiatura di Toglimi un dubbio è come una matassa di fili: quale si dovrà tagliare per disinnescare la bomba? La scelta ricade, inevitabilmente, sulla trama sentimentale, con la liaison tra Anna e Edwan che viene salvata dalla deriva anti-etica (la stessa affrontata invece da Adrien Sitaru in Illegitimate) grazie a un test del dna che decreta ufficialmente l’assenza di consanguineità. E soprattutto alla scoperta di un errore che conferma come il vero padre non è tanto chi partecipa al concepimento, ma chi alleva e protegge, e dunque, un giorno, nel calderone di temi accennati dal film, avrà anch’egli bisogno di cure e di vedere perpetrato il ciclo naturale della vita…

IL FILM

Ôtez-moi d'un doute
Carine Tardieu
Francia, Belgio, 2017, 100'
Sceneggiatura:
Michel Leclerc, Carine Tardieu
Fotografia:
Pierre Cottereau
Montaggio:
Christel Dewynter
Musica:
Eric Slabiak
Cast:
Lyès Salem, Julie Debazac, Guy Marchand, Francois Damiens, Cécile De France, Brigitte Roüan, André Wilms, Alice de Lencquesaing, Sam Karmann
Produzione:
France 2 Cinéma, Karé Productions, SND Films
Distribuzione:
Academy Two

Quando Erwan, artificiere ultra-quarantenne, scopre per caso che l’uomo che l’ha cresciuto non è il suo vero padre, comincia la ricerca del suo genitore biologico. Individua Joseph, un eccentrico settantenne, vecchia conoscenza di sua madre. Erwan cede presto alla simpatia dell’uomo e si invaghisce dell’impetuosa Anna, una donna che scopriremo avere un legame con entrambi. I conflitti famigliari si complicano ulteriormente quando Juliette, figlia di Erwan, scopre di essere incinta, ma non sa e non vuole sapere chi è il padre del nascituro.




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