Andrea Segre

Uno sguardo quieto

Tra le molteplici strade che l'unione tra pratica documentarista e invenzione narrativa può prendere sullo schermo, Andrea Segre sceglie ancora una volta, dopo Io sono Li, quella delle belle storie da filmare con sguardo quieto, abituato all'osservazione: drammi umani e familiari, personaggi ai quali si guarda con istintiva simpatia, ambientazione geografica non banale e vicende attinte da situazioni e fatti reali, legati soprattutto alle esperienze dei migranti che vivono o sono di passaggio nel nostro paese e che Segre ha spesso messo al centro dei suoi documentari, da Come un uomo sulla terra a Il sangue verde.

Io sono Li, suo primo esperimento di fiction, ambientava a Chioggia l'amicizia nata tra una giovane donna cinese e un anziano pescatore di origini slave; La prima neve, presentato quest'anno a Venezia nella sezione Orizzonti, ci porta invece a Pergine, in Trentino, dove si incontrano il rabbioso Michele, un bambino rimasto da poco orfano di padre, e Dani, un giovane padre che viene dal Togo e che nel tremendo viaggio dalla Libia all'Italia ha perso la moglie.

Dani aspetta i documenti che lo renderanno un uomo libero di restare tra quelle montagne dov'è stato provvisoriamente accolto con la figlia neonata oppure andarsene, magari a Parigi, dove già vive un suo amico. Michele aspetta solo di abituarsi, come dice il nonno, a vivere senza suo padre.

A Segre va riconosciuto il merito di non piegarsi a snodi narrativi troppo ovvi, in particolare dal punto di vista sentimentale, e di mantenere un approccio sobrio anche di fronte ai momenti più emotivi. Lo aiutano in questo una colonna sonora amabile (della Piccola Bottega Baltazar, che con Segre aveva già collaborato in passato) e un paesaggio naturale magnifico fotografato da Luca Bigazzi.

La recitazione degli attori risente però di un approccio troppo timido e controllato, che ne trascura l'aspetto puramente ritmico, importante soprattutto nei dialoghi, e cercando a tutti i costi un effetto realistico la fa suonare paradossalmente piatta e poco vera; allo stesso modo, gli inserti che vorrebbero abbracciare una maggiore libertà formale – come quello del sogno del bambino e certi momenti musicali – risultano un po' incongrui e mancano di spontaneità. Vanno bene la rispettosa distanza nei confronti dei personaggi e il desiderio di non scrivere la storia in modo chiuso, ma una struttura più decisa avrebbe dato al film maggiore carattere e forza drammatica.

IL FILM

id.
Andrea Segre
Italia, 2013, 104'
Sceneggiatura:
Andrea Segre, Marco Pettenello
Fotografia:
Luca Bigazzi
Montaggio:
Sara Zavarise
Cast:
Giuseppe Battiston, Anita Caprioli, Roberto Citran, Jean Christophe Folly, Matteo Marchel, Peter Mitterrutzner, Leonardo Paoli, Lorenzo Pintarell, Paolo Pierobon
Produzione:
Jolefilm, Tasci, Trentino Film Commission
Distribuzione:
Parthenos

Michele è un undicenne che vive in Val di Mocheni, tra le montagne del Trentino, con la madre e il nonno paterno Pietro, apicoltore e falegname. Il padre è morto da poco, lasciando la famiglia, e in particolare Michele, in una situazione di profonda crisi. A questo dolore scorre parallela la sofferenza di Dani, un giovane originario del Togo fuggito dalla Guerra in Libia, ospite di un centro di accoglienza, incapace di accettare la sua paternità. Le loro vite si incrociano quando Dani viene mandato a lavorare da Pietro. L'inverno si avvicina con quella neve che Dani non ha mai visto e in questo scorrere del tempo Dani e Michele avranno modo di imparare a ascoltarsi e capirsi curando le proprie ferite.




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