Ben Stiller

Walter s'incanta

Nell'epoca - piuttosto lunga - dell'usato sicuro, può capitare che il remake hollywoodiano riguardi anche Danny Kaye, giullare canterino di tradizione ebraica forse troppo presto dimenticato dalla storia ufficiale del cinema.

I sogni segreti di Walter Mitty parte da quel Sogni proibiti prodotto da Samuel Goldwyn che a sua volta prendeva le mosse da una short story del vignettista James Thurber, puntualmente riproposta in libreria da Rizzoli. Un remake laborioso, già inseguito da Sam Goldwyn (figlio di Samuel) nel '94 e affidato a vario titolo e a più riprese a Spielberg, Ron Howard, Jim Carrey, Owen Wilson e Mike Myers, fino a quando John Goldwyn (figlio di Sam) non trovò lo script giusto nel lavoro di Steve Conrad e il regista adatto in Ben Stiller.

Ma se il film interpretato da uno stralunato Kaye e diretto da Norman Z. McLeod nel '47 era una divertente commediola romantica con un retrogusto spionistico, nella quale l'estraneità dell'impacciato protagonista era finalizzata alla conquista della leggiadra Virginia Mayo, non ancora torbida dama di compagnia di eroi sulla strada dell'autodistruzione, Stiller e Conrad mantengono l'intreccio sentimentale come necessario double plot (siamo pur sempre a Hollywood, bambole!), asciugano la comunque spassosa episodicità delle gag oniriche di Danny Kaye e trasformano il tutto in un avventuroso viaggio alla scoperta di se stessi e della vita reale, insistendo su riferimenti, simboli, allegorie e didascalie che guidino accuratamente il pubblico nella visione.

Il Walter Mitty di Ben Stiller è il capo del reparto negativi della rivista "Life", cui, simbolicamente, un terzetto di farseschi manager barbuti sta assestando il colpo di grazia, guidando la trasformazione del magazine in sito web e - sempre seguendo il filo rosso dell'allegoria - trasformando la realtà tangibile (la carta) in pura virtualità. Il sogno a occhi aperti di Walter, secondo Conrad e Stiller, deriva non solo da un'evidente inadeguatezza nel rapportarsi con la realtà quotidiana (così com'era per Danny Kaye), quanto da un chiaro errore di prospettiva. Walter, infatti, osserva costantemente il mondo da un punto di vista inappropriato, quello del selezionatore di negativi, complementare rispetto alla vita reale, che andrebbe affrontata con tutto il suo carico di azioni, emozioni e pericoli, come ricordato dal motto della rivista, letto, ripetuto e recitato quasi ossessivamente nelle prime sequenze del film.

Il conflitto che si origina - e che Walter deve necessariamente superare nel suo anomalo percorso di formazione - è tra sogno ed esperienza, un contrasto nel quale ogni scelta si trasforma in una dicotomia che conduce a risultati divaricanti. Rimanere nell'ambito della semplice osservazione del negativo, contemplarne alla luce le sfumature acromatiche invertite, o conquistare la pienezza luminosa dei colori attraverso la testimonianza diretta, in modo da diventare protagonisti del proprio destino? Per citare l'esplicita scena iniziale, rimanere in Campo medio, sfocati, o avvicinarsi allo schermo (del computer e della sala cinematografica) riguadagnando la nitidezza dell'inquadratura e cliccare il sospirato contatto con la donna amata, seppure su un social network?

Laddove Danny Kaye sognava per eccesso di frustrazione, punteggiando tutta la vicenda di vivaci gag autonome il cui valore era rappresentato dall'insieme, il Walter Mitty di Stiller s'incanta nell'immobilità, per usare le parole della disincantata sorella, permettendo che il flusso della vita gli passi accanto senza che lui abbia la necessaria prontezza per afferrarlo (in un'altra scena posta all'inizio del film, ambientata nella stazione della metro all'aperto sulla 125ª strada, Walter vede sfuggirgli il treno con cui dovrebbe andare a lavoro per essersi assorto nella solita fantasticheria).

Raccontando una storia di crescente consapevolezza, Stiller e Conrad viaggiano tra antitesi marcate (movimento-vita/stasi-immaginazione; negativo/positivo ecc.), trasformando in corso d'opera una vicenda di sognante abbandono irrorata da immancabili toni romance in un tragitto avventuroso dai ritmi vertiginosi, ambientato in scenari esotici splendidamente fotografati (Groenlandia, Islanda e Afghanistan, su un altopiano del quale si disputa una festosa partita di calcio che occhieggia pericolosamente, pur senza saperlo, a Salvatores).

Uno sviluppo intrigante che si fa talvolta sfrenato accumulo, come se oltre all'intenzione di giungere al senso ultimo del film (la pienezza della vita gustata nell'unicità dell'esperienza) ci si preoccupasse di affastellare momenti e situazioni non sempre pertinenti per puro gusto caleidoscopico dell'assortimento. Come il divertente segmento che mostra Mitty malmenato dalla vigilanza aeroportuale al ritorno dall'Afghanistan, realizzato con una singolare animazione che simula la visione al metal detector. Non aggiunge niente al resto della pellicola, testimonia soltanto che oltre dodici anni dopo l'11 settembre è possibile sorridere anche dell'ossessione americana per la sicurezza.

Esperienza di vita anche questa, indubbiamente. Nel senso più ampio, spesso troppo ampio, del termine.

IL FILM

The Secret Life of Walter Mitty
Ben Stiller
Usa, 2013, 114'
Sceneggiatura:
Steve Conrad
Fotografia:
Stuart Dryburgh
Montaggio:
Greg Hayden
Musica:
Theodore Shapiro
Cast:
Ben Stiller, Kristen Wiig, Kathryn Hahn, Sean Penn, Adam Scott, Patton Oswalt, Shirley MacLaine, Toshiko Onizawa, Finise Avery, Joey Slotnick, Adrian Martinez, Jon Daly, Barbara Vincent, Zivile Kaminskaite, Jenalyn Villegas, Jenny Rostain, Chloe Elaine Scharf, Jennifer Leigh Mann
Produzione:
20th Century Fox, Samuel Goldwyn Films, Red Hour Films, New Line Cinema
Distribuzione:
20th Century Fox

Walter Mitty è un moderno sognatore, un comune editor fotografico di un magazine che compie regolarmente dei viaggi mentali lontano dalla sua noiosa esistenza, entrando in un mondo di fantasie caratterizzate da grande eroismo, appassionate relazioni amorose e costanti trionfi contro il pericolo. Ma quando Mitty e la sua collega, della quale è segretamente innamorato (Kristen Wiig), rischiano di perdere il lavoro, Walter è costretto a compiere l'inimmaginabile: passare veramente all'azione - partendo per un viaggio intorno al mondo più straordinario di quanto avrebbe potuto mai sognare.




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