Bocconi prelibati

Quando la filmmaker Barbara Hammer rivendicava l’astrazione quale forma contro lo status quo della narrazione cinematografica tradizionale, era il 1993. Da allora di tempo ne è passato parecchio. E anche di acqua sotto i ponti. «Io porto sulle spalle il marchio della costruzione della percezione da...

Un film come Baby Driver - Il genio della fuga sembra mettere in crisi prima di tutto chi ancora dal cinema si aspetta una morale. Non basta rilevare l’elogio dell’infantilismo irresponsabile in un mondo cinico e violento: che cosa significa veramente Baby Driver? Qual è il suo senso? Cosa ci dice?...

Non è neppure sepolto. Ed è questo il suo grande problema contemporaneo. I fan e la critica ne hanno pianto la fine per decenni, ma è sempre stato un lamento da prefica: il western non è mai veramente scomparso, nemmeno negli anni Ottanta, quando per Eastwood e Kasdan si parlava a sproposito di resu...

Nel corso del tempo non è mai stato facile circoscrivere e definire la categoria del B-movie. Esiste la storia dei generi, dell’exploitation, dei film da drive-in, dei midnight movie, dei cult movie, ma raramente si è scritto sul B-movie quale sensibilità. Forse perché il B-movie è un po’ un’idea-om...

La critica contemporanea, corteggiata dalla diabolica democraticità del gusto e dell’opinione che abita sul social network, incorre in numerosi errori di prospettiva. Fra gli altri, quello di continuare a evocare – quando le torna molto comodo – un non meglio specificato “classico” (fino a che epoca...

Se proviamo a prendere le misure dello sguardo, oggi, nel cinema contemporaneo, prevalentemente quello hollywoodiano, ma non solo lì, a Hollywood, anche un po’ qui, in Italia, se proviamo a prenderne le misure, misurandone cioè ambizioni e risultati, ideologie e sensibilità, viene fuori un numero st...

C’è una madre che ammazza le sue tre figlie, e l’Italia tutta, stretta in un abbraccio comune, pensa bene di piangerle definendole angeli. Le vittime sono sotto terra a marcire, ma ci piace pensare che stiano svolazzando nell’alto dei cieli. Volgari e consuete strategie mediatiche, si dirà. Certo...

Ma io che scrivo di cinema, oggi, posso ancora appassionarmi al cinema? Cioè, proprio appassionarmi come in una palpitazione amorosa, trepidare, non stare nella pelle, un po’ come la gioventù americana (benestante, istruita) per la quale negli anni ’70, per dirla con Susan Sontag, andare a vedere i...

Non me la prendo col cinema dei padri (anzi, vorrei tornassero tutti, i padri, redivivi, zombi più belli dei vivi). E neanche col cinema dei vecchi (anzi, ci sono numerosi vecchi e stravecchi più giovani e sani di tanti quarantenni). Ma col cinema vecchio sì, me la prendo oggi e domani, e forse anch...

Jingle bells: le campane non suonano a morto, ma neanche alla nascita di nostro signore; le campane che si odono sonoramente e ripetutamente in questo periodo sono le campane dell’amor proprio vestito a festa, dell’autostima agghindata per l’ingresso in società, fra illusioni d’inchini e di baciaman...

Provate a dar retta in questo paese a chi ha subito una tragedia violenta per mano di un omicida: non cerca mai la vendetta, insegue soltanto la giustizia. Provate anche ad ascoltare chiunque si sia ritrovato malauguratamente nel perimetro di una calamità naturale: il pianto è inevitabilmente un gri...

Evidentemente viviamo in un paese persecutorio. Dove è facile sentirsi perseguitati. E dove torna comodo e utile diffonderlo. Siamo così perseguitati che la persecuzione degli ebrei, al confronto, è stata un solletico. Sono tutti perseguitati, i condannati e i rimandati in appello, gli assassini e i...

Una nota giornalista italiana di un noto quotidiano italiano sostiene che La vita di Adele è “un film bellissimo, profondo, onesto, mai offensivo”. Le vorrei chiedere perché avrebbe dovuto essere offensivo, e se a suo giudizio la vicenda di una passione lesbica sarebbe già di per sé campo minato e q...

Vedendo Blue Jasmine, mi chiedevo (un po’ retoricamente) quanti sono ancora gli spettatori e i critici che misurano il cinema di Woody Allen con la bilancia, su un piatto le battute, sull’altro le gag. La bilancia poi mi è tornata utile anche davanti all’ultimo Tsai Ming-liang: credo che da qualche...

Il gusto non è una scorciatoia. E neanche una scappatoia. Non è un vicolo attraverso il quale giungere all’assoluzione. E non è un pertugio da cui evadere verso l’amnistia. Casomai è un vicolo cieco. Casomai è la via Castellana Bandiera di una democraticità che, a forza di cose e a forza di andare a...