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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

14 gennaio 1914

Soltanto una volta è capitato che 2 premi Oscar venissero attribuiti nello stesso anno alla stessa persona.

Accade nel 1947, l'attore è Harold Russell, il film I migliori anni della nostra vita (1946, di William Wyler). Ma per lui quegli anni non sono stati i “migliori”: durante la seconda guerra mondiale ha perso entrambe le mani (la cui assenza è rimediata con protesi da capitan Uncino) e al regista pare un caso umano degno (nonché suscettibile di provocare ulteriore commozione) di essere inserito nella sua storia di reduci e del loro difficile inserimento nella società postbellica. Così per la parte del marinaio Homer Parrish sceglie proprio Russell, il quale, benché inesperto nell'arte della recitazione, offre una prova talmente persuasiva e valida da ottenere il prestigioso premio. Non solo, un secondo Oscar gli viene attribuito «per aver portato aiuto e conforto ai veterani disabili attraverso il film». Commenta Wyler: «Mr. Russell gave the finest performance I have ever seen on the screen».

Rare saranno però le successive apparizioni sullo schermo (I ragazzi del Max's bar, 1980, di Richard Donner; Dogtown, 1997, di George Hickenlooper), comunque legate alle sue iniziative a favore degli handicappati. Ma quel ruolo, per il quale ottiene un compenso di soli 10.000 dollari senza alcuna royalty (non sappiamo quanto sia toccato ai suoi illustri partner: Fredric March, Myrna Loy, Dana Andrews, Teresa Wright, Virginia Mayo, Gladys George, Steve Cochran), resta memorabile ancora oggi, che si ricorda la sua data di nascita (morirà il 29 gennaio 2002).

Sarebbe andata meglio a un altro eroe di guerra, il supermedagliato Audie Murphy, che, muovendo dal proprio fortunato romanzo autobiografico All'inferno e ritorno (1949, poi film nel 1955), accusato peraltro di descrivere la guerra come una semplice avventura, approderà a Hollywood e diventerà un'autentica star cinematografica (oltre che per numerosi western, soprattutto per Un americano tranquillo, 1958, di Mankiewicz). Lui, evidentemente, aveva entrambe le mani.