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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

20 novembre 1913

Uscito da una settimana presso Grasset, Du coté de chez Swann di Marcel Proust raccoglie faticosamente le prime recensioni (l'amico Robert Dreyfus sul “Figaro”) e qualche estratto promozionale. Sarebbero dovuti trascorrere quattordici anni prima che la pubblicazione dei sei ulteriori volumi de A la recherche du temps perdu si concludesse, postuma, presso Gallimard, a un lustro dalla morte dell'autore. E una settantina prima che, purtroppo, un uomo raffinato e colto, intelligente e preparato come Volker Schlöndorff (basterebbe la sua fondamentale intervista filmata a Billy Wilder) si producesse, con Un amore di Swann, tratto proprio da quel libro iniziale, nel più disastroso film proustiano di tutti i tempi.

Per fortuna lo stesso anno un suo pur non geniale compatriota, Percy Adlon, avrebbe invece trovato l'ispirazione per il felice Celeste, sulla mitica figura della governante dello scrittore. E, a seguire, sarebbero andati molto, molto meglio, cinque anni dopo, il generoso Raul Ruiz con Il tempo ritrovato, e appena di seguito la severa Chantal Akerman de La captive.

Ed è tuttora disponibile, altrettanto per buona sorte, il magnifico documentario pionieristico che Attilio Bertolucci realizzò nel 1966 per "L'Approdo Letterario" televisivo, con le voci degli amici proustomani Romolo Valli e Giorgio De Lullo, andato in onda il 26 maggio di quell'anno (edizioni ERI, con un aureo libretto). Il futuro grande poeta, quattordicenne, aveva acquistato Du coté de chez Swann -nella successiva edizione Gallimard in due tomi- a Venezia nel 1925: subendo quel colpo di fulmine che anche per lui, come per tanti, Luchino Visconti in testa, grazie alle indicazioni paterne, sarebbe durato tutta la vita.