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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

6 dicembre 1968

Pauline vs Andrew, in memoria / Kael al «New Yorker» e Sarris alla «Village Voice» (VII).

«Sebbene io sia lontana dall'entusiasmarmi per il tipo di cinema che fa John Cassavetes, dopo aver visto qualcosa come Joanna [di Michael Sarne], uno può tornare al cupo realismo naif di Faces con rispetto, se non con autentico affetto. Quando uscì Ombre, una decina di anni fa circa venne ritenuta in linea di massima un'improvvisazione di gruppo, piuttosto che il primo film di John Cassavetes. Ma dai brani dei due successivi film di produzione commerciale, I blues di mezzanotte e Gli esclusi, e ora da Faces, di cui pare aver avuto il pieno controllo, è altrettanto chiaro che è stato lui a fare Ombre, o che è stato Ombre a decretare il suo stile».

(Pauline Kael, The Corrupt end the Primitive, «The New Yorker»)