My Favorite Things
Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





Iscriviti alla nostra newsletter

L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

7 novembre 1998

come un film l'è la memoria(Delio Tessa, La mort della Gussonna) [2 - Rosselliniana]

«Mi rendo conto che godo di un privilegio del tutto eccezionale perché Silvia d'Amico, che parla volentieri dei suoi anni di lavoro con Rossellini da Anno uno a Il Messia e al progetto di Karl Marx, è viceversa molto riservata quando il discorso si sposta sul rapporto privato. Fatto sta che in margine a una nostra conversazione dopo cena sul carattere di Roberto e su taluni suoi atteggiamenti, l'amica mi consente a titolo esplicativo di gettare un rapido sguardo su una lettera a lei indirizzata nei primi anni Settanta, che contiene una formale proposta di matrimonio.

Sono ben sei pagine scritte a mano in cui Rossellini ripercorre gli incontri principali della sua vita sentimentale per sostenere che con tutte queste donne non ci fu mai un'intesa profonda e durevole. Sposò Marcella de Marchis perché in quel momento sentiva il bisogno di avere una famiglia e dei figli. Sentì il fascino di Anna Magnani, che lo coinvolse in un rapporto terremotato e drammatico. Partita in chiave di scandalo planetario l'unione con Ingrid Bergman finì ahimè (testuale) a “coda di pesce”. Stonati furono anche i sei anni trascorsi a fianco di Sonali. Lo scrivente conclude chiedendo a Silvia di sposarlo per poterle fare da padre, madre, fratello, amante, amico e precisa che con lei avverte finalmente un'intesa assoluta, mai provata nelle precedenti esperienze. Ma dubito che Silvia, se non l'ha fatto finora, possa decidere di renderla pubblica».

(Tullio Kezich, Cari centenari, Falsopiano, Alessandria 2006)