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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

«Anche in quelle cose lì?»

Esce per la prima volta in Italia,  nel supermitizzato fascicolo 19 degli “Albi dell'Audacia”, peraltro a pochissima distanza (neppure un anno...) dal travagliato lancio iniziale statunitense ad opera dei giovani ideatori Jerry Siegel e Joe Shuster, il personaggio di Superman, che da noi al debutto si chiamerà però Ciclone. Specificando: dapprima “l'uomo d'acciaio”, poi “l'uomo fenomeno” (negli albi de “L'Audace”) capostipite dell'infinita genìa fumettistica futura dei “supereroi”, che diverrà, appena terminato il conflitto mondiale, appunto soltanto L'uomo d'acciaio, in coabitazione con quello Mascherato, titolare della testata di serie. Poi, con gli anni Cinquanta (alla ripresa postbellica nei mondadoriani “Albi del Falco”) Nembo Kid, per riconquistare infine anche qui, con la seconda metà degli anni Sessanta, la propria denominazione originaria.

Se i genitori dell'altrolunista di turno fossero stati più intraprendenti al debutto del loro matrimonio, chi scrive avrebbe potuto seguire benissimo il personaggio fin dai tempi originari di Ciclone, ma probabilmente non sarebbe più qui a discettarne oggi. Avendo invece potuto fruire tardivamente dell'euforia susseguente alla pace riconquistata, ha potuto felicemente debuttare trangugiando dal primo all'ultimo proprio gli “Albi del Falco” e il loro Nembo Kid, cui deve ore tra le più belle e divertenti della propria infanzia. Il regime era caduto da un decennio, ma Lois Lane si chiamava ancora misteriosamente “Luisa”, ecc.ecc.

Lo sfortunato George Reeves fu il protagonista di due oscuri film di serie B sul personaggio, mai pervenuti in sala da noi: Il primo, Superman and the Mole Men, ci è arrivato solo nel 2006, 55 anni dopo, come extra del dvd del Superman – Il film, di cui a seguire: sulla fine del primo “Nembo Kid” dello schermo, impersonato nell'occasione da Ben Affleck, è imperniato Hollywoodland di Allen Coulter, sempre del 2006. Caduta una... esse finale nel cognome, il poi sfortunatissimo Christopher Reeve -incrociare le dita sul ruolo si dovrebbe proprio, a futura memoria...-  lo rimpiazzò nella sequenza decennale dei quattro film intitolati a Superman con numerazione romana progressiva, dal 1978 all'87.  I primi tre diretti in alternanza dal Richard Donner e Richard Lester, l'ultimo da Sidney Furie (del secondo, nel 2006, è uscito come extra del dvd quel The Richard Donner Cut che è indubbiamente lo sviluppo mancato più coinvolgente dell'intera saga).

Ma le cose più belle e interessanti su Nembo Kid (per noi che non abbiamo fatto la guerra il nome prevalente è rimasto quello...) le ha scritte Francesco Guccini nel suo Dizionario completo delle cose perdute, appena riapparso nei nuovi flipback Mondadori, e la cui conoscenza debbo a una soave e divertitissima lettrice domestica.

Non volendo violare le pastoie del copyright col certo agguerritissimo ufficio legale della casa editrice che fu dei grandi Arnoldo e Alberto ma oggi è marinberlusconiana, mi limito a invitare gli eventuali amici lettori spintisi fin qui alla lettura del penultimo tra i 52 brani che materiano l'aureo libretto, Le cabine telefoniche (pp. 347-350). Chi già lo conosce sorriderà al solo sentirlo citare: gli altri saranno grati alla lettrice e al lunista. E comprenderanno anche il senso, altrimenti misterioso, del titolo.

A Superman sono stati dedicati due film negli anni '50 - Superman and the Mole-Men, regia di Lee Sholem (1951) e Stamp Day for Superman, di Thomas Carr (1954) - con protagonista George Reeves e quattro a cavallo tra gli anni settanta e anni ottanta, tutti con l'attore statunitense Christopher Reeve nei panni di Superman/Clark Kent. Il primo film su Superman di Reeve è del 1978. Vedeva impegnati, tra gli altri attori, Gene Hackman nel ruolo di Lex Luthor e Marlon Brando in un cameo nella parte di Jor-El, padre biologico di Superman. Al primo capitolo seguirono Superman II (1980) e Superman III (1983), per la regia di Richard Lester e con Reeve ancora protagonista. Nel 1987 Sidney J. Furie diresse Superman IV, insuccesso di critica e pubblico che "congelò" il franchise per alcuni anni.

Nel 2006 è stato distribuito Superman Returns, diretto da Bryan Singer, che riprende la trama dei primi due. Il supereroe è interpretato da Brandon Routh, Lois Lane da Kate Bosworth e Lex Luthor da Kevin Spacey.

Nel 2013 ha esordito nei cinema L'uomo d'acciaio (reboot della serie) per la regia di Zack Snyder. Henry Cavill è l'interprete del supereroe, Amy Adams è Lois Lane, Kevin Costner il padre terrestre di Clark, Jonathan, e Russell Crowe quello kriptoniano.

Da lì a due mesi per l'Europa, e a quasi un anno anche per l'Italia, sarà necessaria a tutti ben altra audacia di quella propalata dagli albi, per affrontare lungo un interminabile quinquennio bellico generalizzato il determinante mestiere di sopravvivere.