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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

Cahiers vs Positif

Nascono a Parigi i Cahiers du Cinéma, sotto la direzione di Lo Duca, Jacques Doniol-Valcroze e André Bazin, autori portanti del giallo fascicolo n.1 unitamente ad Alexandre Astruc. Giusto un anno dopo nasce a Lione (ma nel '54 si trasferirà a Parigi), fondato da Bernard Chardère, Positif

È l'inizio di una rivalità destinata a protrarsi per molti anni, non solo in termini di concorrenza: sono due visioni diverse, quando non opposte, del cinema e della sua critica. Detto per inciso, unico mediatore è Bertrand Tavernier, che – dall'alto della sua sapienza non solo come regista – riesce a scrivere contemporaneamente per entrambe.

Un momento di incontro (o di scontro: i Cahiers sono nella loro fase maoista, Positif resta fortemente marxista) tra le due riviste avviene proprio in Italia, vent'anni dopo, quando Pietro Bonfiglioli, per conto della Mostra del Cinema libero di Porretta Terme, le invita (unitamente a Cinéma '71 e a Cinéthique) a un confronto sul cinema politico e, a loro giudizio, sulle possibili proposte.

Madamina, il catalogo è questo. Bello tosto, e chissà oggi quanti lo reggerebbero.

Per i Cahiers:

Sestaja cast' mira (La sesta parte del mondo), 1926, di Dziga Vertov

Les yeux ne veulent pas en tout temp se fermer ou Peut être qu'un jour Rome se permettra de choisir à son tour, 1969, di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet

Novij Vavilon (Nuova Babilonia), 1929, di Grigorij Kosintzev e Leonid Trauberg

La vie est à nous, 1936, di Jean Renoir

Gishiki (La cerimonia), 1971, di Nagisa Oshima

Lotte in Italia, 1969, di Jean-Luc Godard col gruppo Dziga Vertov

Per Positif;

L'uomo della croce, 1942, di Roberto Rossellini

Le déjeuner sur l'herbe, 1959, di Jean Renoir

The Manchurian Candidate (Va' e uccidi), 1962, di John Frankenheimer

Pervu ucitel (Il primo maestro), 1965, di Andrej Mikhalkov-Končalovskij

Contre le courant, 1938, di Marceau Pivert e della SFIO

Les lendemains qui chantent, 1947, del PCF

J'ai huit ans, 1960, del Comité Maurice Audin

Cheminots en grève, 1968, degli États Généraux

La reprise du travail aux usines Wonder, 1968, degli États Généraux

Oser lutter, oser vaincre, 1968, del Parti Communiste Marxiste-Léniniste de France

Meulan, 1970, di Vive La Révolution

Henin-Liétard, 1971, collettivo

Étranges étrangers, 1970, del CREPAC

A parte alcuni titoli di materiali documentari, oggi ingiudicabili, chapeau a entrambi! Diversi, ma uniti nella lotta!